Tutto deciso, l’unico rebus è l’attacco: Pioli soppesa tutto per Milan-Lecce

Tutto deciso, l’unico rebus è l’attacco: Pioli soppesa tutto per Milan-Lecce

Verso l’esordio, nel giorno del suo compleanno, di Stefano Pioli a San Siro

di Redazione DDD

di Mattia Marinelli –

Milanello fra tentazioni, prove e certezze. Il Milan di Stefano Pioli inizia a prendere forma. Ieri primo giorno di lavoro vero, con tutta la rosa a disposizione. Rispunta il nome di Rebic, anche perché a Pioli piacciono esterni d’attacco dall’inserimento frequente e che amino puntare l’uomo. Pioli quindi studia il suo primo Milan. Dubbi sul polacco, ma metterlo in panchina significherebbe bocciarlo. Nell’esercitazione di ieri li ha alternati. Kris fa fatica, ma il tecnico lo conosce. Il portoghese è in grandissima forma, decisivo col Genoa può dare la svolta.

Dal canto suo, Piatek ci spera, Klose, Icardi e Simeone: nel primo anno in cui sono stati allenati dal tecnico oggi rossonero, hanno collezionato record su record di gol. Intanto lo stesso Pioli insiste sul 4-3-3: gli unici dubbi di formazione riguardano solo gli attaccanti. A proposito, Miroslav Klose ha avuto Pioli alla Lazio tra il 2014 e il 2016: “Sono contento che il Milan gli abbia dato fiducia, la merita. E’ un uomo fantastico, la persona giusta in un momento di difficoltà. Ha qualità umane molto rare”. Stefano Pioli chiede un regalo per i 54 anni ai suoi giocatori, cambiando pelle alla squadra. All’esordio, il tecnico emiliano trova una piazza in ebollizione. I subentri di Pioli sono sempre andati bene, ma all’Inter dopo 9 vittorie consecutive non riuscì a centrare il 4’ posto.

“Champions a tutti i costi”, dice intanto Theo Hernandez che aggiunge: “Con Pioli faremo grandi cose”. Sotto gli occhi attenti di Boban e Maldini, Stefano Pioli ha provato per la prima volta la formazione per domenica sera. Si parte dal 4-3-3, un modulo amico, con Andrea Conti a destra. Sul piano storico, Estudiantes-Milan, 50 anni fa il primo trionfo rossonero nella coppa Intercontinentale. Pugni, sangue e manette. La violenza argentina costò cara a Combin (arrestato) e Prati. Un ritorno da incubo dopo il 3-0 di San Siro, il portiere argentino squalificato a vita.

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