Reggiana in B dopo 21 anni, Ivan Varone: “La svolta è arrivata nel derby vinto contro il Modena”

La Reggiana è tornata in Serie B, parla uno degli artefici della sua promozione

di Domenico La Marca

Durante il programma Taca La Marca in onda su Radio Musica Television è intervenuto Ivan Varone, uno dei grandi artefici della promozione in B della Reggio Audace, il quale ai nostri microfoni si è soffermato sull’incredibile cavalcata che ha permesso il club emiliano di ritornare dopo tanti anni di assenza in cadetteria, ecco quanto raccolto:

Reggio Audace – “Quando mi ha chiamato la Reggio Audace avevo anche offerte di squadre di categoria superiore, però ho subito sentito l’entusiasmo del mister, che mi ha coinvolto tantissimo in questo progetto, ero consapevole che non venivo per fare un campionato da playoff, vedendo la squadra che poi è stata costruita, che forse non era al livello del Bari o da essere considerati i favoriti in assoluto, e che ce la potevamo fare. Si è creato un qualcosa di incredibile, un gruppo fantastico, il migliore che ho trovato, il mister è un fenomeno, ci ha mostrato un calcio del futuro e molto diverso, giocare uomo contro uomo in tutto il campo era un qualcosa che non mi era mai capitato, facendo la partita contro qualsiasi avversario, difatti nessuna squadra mai ci ha messo sotto. Inoltre ci tengo ad evidenziare che ci sono state tante componenti per il nostro successo ed in particolare la società che non ci ha mai fatto mancare nulla.”

Il momento chiave – “Già ad inizio campionato nella prima partita contro la Feralpi, squadra favorita per la vittoria finale e che aveva investito tanto, dove abbiamo vinto 4-1, ma ti potrei elencare altre sfide come vincere il derby a Modena, la sfida con il Carpi, dopo ogni partita abbiamo giocato sempre meglio, anche con la Triestina, sfida vinta per 3-1, dove eravamo in emergenza ed anche in quel caso abbiamo dominato l’incontro. Nei playoff avevo la sensazione che tutto sarebbe andato per il verso giusto, sicuramente la prima partita è stata la più complicata, considerato i cinque mesi di inattività e inconsciamente ci ha condizionato l’aver a disposizione due risultati su tre, infatti siamo partiti giocando come sapevamo, poi c’è stata la paura di prendere gol, inoltre il Potenza era tutto dietro e giocava di ripartenze, ma comunque non ho mai avuto la percezione dal campo che saremmo stati eliminati. In finale invece nei primi minuti abbiamo preso un palo ed una traversa, sprecando anche un’altra occasione importante, nella testa è passato il pensiero che il Bari ci avrebbe punito alla prima opportunità, ma alla fine abbiamo sempre gestito la sfida, tranne negli ultimi minuti dove la stanchezza si è fatta sentire e comunque avevamo contro una grande squadra.”

Nessun rimpianto – “Non ho rimpianti nella mia carriera, in ogni parte nella quale sono andato ho cercato sempre di dare il massimo, il rammarico forse è stato a Cosenza però non me la sento di darmi delle colpe, visto che in Coppa Italia nelle prime partite avevo giocato e fatto bene, poi mi sono trovato fuori e non sono mai riuscito ad avere un’opportunità per dimostrare il mio valore. Sono convinto che quello che semini raccogli.” Il rapporto con Alvini – “Con il mister si è creato un rapporto schietto e vero, e ciò la reputo una grande cosa. Mi trovo benissimo con lui, mi ha insegnato tanto, facendomi crescere sotto il profilo tattico, giocando a due a centrocampo, dove ho curato in particolare modo la fase difensiva, poi il mister è consapevole delle mie capacità offensive e mi ha lasciato una certa libertà visto che ho fatto 7 reti. Quest’anno Alvini mi ha completato sotto tutti i punti di vista, mi sento molto maturato anche sul piano umano visto che ho incontrato un gruppo di ragazzi davvero fantastico.”

Kargbo – “Mi ricordo che è arrivato negli ultimi giorni di mercato, si intravedeva qualcosa ma faceva fatica ad assimilare il lavoro del mister. Ovviamente parliamo di un ragazzo di 19 anni e tutto ciò non è facile, poi ci sono state alcune defezioni in attacco e si è fatto trovare pronto contro il Fano, in una partita dove si trascinava dietro gli avversari. E’ un professionista che sa dove migliorare, difatti è cresciuto in una maniera esponenziale incredibile. Le ultime tre partite l’hanno consacrato con il suo passo e con l’inattività di tanti mesi, aveva una gamba differente e per gli avversari era davvero difficile fermarlo. Spero che possa giocare subito in A, è un ragazzo che lo merita ed è una bravissima persona, ma se gli potessi dare un consiglio gli direi di rimanere a Reggio, ambiente in cui trova benissimo, fare il protagonista e poi andare nella massima serie. Personalmente credo che in Serie A ci possa stare tranquillamente ma è diverso se ci arrivi facendo benissimo in B, sono convinto che in cadetteria con noi può fare davvero bene.”

La società – “E’ importantissimo avere una società del genere, erano 21 anni che mancava la B, abbiamo ricreato un entusiasmo incredibile in questa piazza, peccato di non aver potuto condividere questa gioia in campo con i nostri tifosi, ma ce la siamo goduta lo stesso questa promozione, visto che la città era “impazzita” dopo la nostra vittoria. A livello societario possono davvero fare sogni tranquilli tutti, considerato che possiamo fare affidamento su una proprietà davvero forte, e sono convinto che si può fare bene anche in B.”

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