Reggina, Massimo Taibi: “Rami non rispondeva mai al telefono, poi la sorella diceva una cosa e l’agente un’altra…”

Reggina, Massimo Taibi: “Rami non rispondeva mai al telefono, poi la sorella diceva una cosa e l’agente un’altra…”

La Reggina volta pagina, Rami valuta altre offerte

di Redazione DDD

Tramite Instagram, Rami ha spiegato le sue ragioni  sul mancato trasferimento alla Reggina: “Ho parlato con il presidente. Mi è piaciuto. Con molto rispetto ho detto che avrei dovuto pensarci. Mi piacciono i tifosi amaranto e l’ambizione che c’è a Reggio Calabria. La mamma dei miei bambini non sta bene, sono andato a Parigi per tre giorni e sono tornato ieri. Mi sono allenato e ho visto che era quasi ufficiale. Non ho mai firmato il contratto. Ho molto rispetto per tutti. Per il presidente, per il club. Volevo pensarci di più. Questo è il mercato e c’è anche un’altra squadra interessata. Solo volevo dire la verità. Niente di più”.

Taibi ai tempi della Reggina

Sulla vicenda ecco anche le dichiarazioni di Massimo Taibi a Derbyderbyderby: “Avevamo fatto i visti, i biglietti aerei e prenotato le visite mediche, quando arrivi a questo punto vuol dire che è tutto fatto. Alle 23 della sera prima delle visite già fissate in accordo con il suo procuratore a Villa Stuart, l’agente di Rami mi scrive che le visite non si possono fare per un problema familiare. Rami non rispondeva quasi mai al telefono e avevamo fatto tutto con il suo agente. Poi il procuratore dice problema familiare, la sorella dice infortunio, insomma ho dovuto prendere atto. Di trattative sul mercato se ne fanno tante e questa è una delle tante, non voglio mancare di rispetto e non l’ho mai fatto a Rami, ma voltiamo pagina e guardiamo avanti”.

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