Il derby del bianconero Morganti: per la prima volta a Novara da avversario

Il derby del bianconero Morganti: per la prima volta a Novara da avversario

Novara- Juventus Under 23: una storia importante per “Paolino” Morganti

di Simone Balocco

di Simone Balocco –

Per chi segue il calcio, il nome “Paolo Morganti” non dice nulla. Ma se questo nome lo si fa ad un tifoso del Novara, un grosso sorriso pervaderà sulla faccia di quest’ultimo. Paolo Morganti, novarese del 1979, è stato, almeno fino al 2012, il giocatore più mainstream uscito dal settore giovanile del Novara Calcio. Ancora prima che si inaugurasse il centro di Novarello. Ancora prima che tifare Novara, in città ed in Provincia, fosse “una moda”.

Difensore molto preciso e duttile, ha vestito i colori della squadra azzurra per 216 volte senza mai segnare un gol (ma evitandone molti): una storia d’amore iniziata ad Alessandria contro i grigi il 17 agosto 1997 in Coppa Italia di Serie C e terminata il 17 maggio 2009 a Cremona. Aveva iniziato a fare parte della prima squadra del Novara la stagione successiva all’amara retrocessione dalla Serie C1 (1997/1998) e durante la sua militanza in maglia novarese ha disputato quattro play out (tutti vinti contro Voghera, Imperia, Fiorenzuola e Como) e due play off, (sconfitta contro la Pro Patria; vittoria contro Pro Sesto e Sudtirol), evitando al Novara la retrocessione in Serie D e riportando la squadra in Serie C1 dopo sette stagioni.

Dopo il suo addio all’azzurro, militò ancora nel Cureggio (allora in Eccellenza novarese) per poi ritirarsi dal calcio giocato e “studiare” da manager calcistico. Dentro quelle 216 partite non ci sono state solo dodici stagioni (sei di Serie C2, cinque di Serie C1 ed una di Lega Pro Prima visione): c’è stata tutta una vita tinta di azzurro. C’è stata la grinta di un giocatore molto abile che ha deciso di sposare per sempre la causa Novara diventandone una bandiera.

Morganti poco dopo il ritiro entrò in società con il ruolo di segretario generale ed il 1° luglio 2015 la promozione dirigenziale: direttore generale del Novara Calcio. Insomma, un bel modo per il Novara di ricominciare in Serie B dopo un anno di purgatorio in Lega Pro (e dopo la tabula rasa del post Novara-Varese dell’andata play out dove, il 7 giugno 2014, “saltarono” contemporaneamente allenatore, direttore sportivo e direttore generale) e per l’ex calciatore il giusto premio per aver dato sé stesso al Novara, prima in campo e poi dietro la scrivania.

Morganti è rimasto Dg fino al 1° febbraio 2019 quando su Novara arrivò, da Torino, la notizia bomba: Paolo Morganti dal 1° febbraio diventava un dirigente del settore giovanile della Juventus. Pochi giorni dopo fu specificato il suo ruolo: Football department organization manager, capo della gestione organizzativa del settore giovanile bianconero. Una promozione non da poco ed un salto (dirigenziale) di ben due categorie, cosa non riuscitagli da giocatore.

Tutti i tifosi erano contenti della promozione del loro ex “Paolino”, altri no perché il Novara perdeva una bandiera, anche dietro la scrivania. E tanti tifosi mormoravano perché era di quei giorni la notizia di “radio mercato” in cui si diceva che il passaggio di uno dei bracci destri del Presidente de Salvo alla Juventus fosse la chiave di volta di un passaggio di proprietà del Novara proprio alla squadra torinese dalla stagione successiva. Il Presidente del Novara ha sempre smentito, così come molti sotto la Mole, anche se tra i tifosi, da metà dicembre in avanti, non si è parlato (sperato o scongiurato) d’altro.

E lunedì sera per Paolo Morganti potrebbe essere una serata speciale, visto che il Novara debutterà in campionato contro la Juventus Under 23, la squadra “principale” del settore giovanile della squadra torinese. Chissà se Morganti sarà presente al “Piola”. Una presenza…strana, perché sarebbe la prima, dal 1997, da avversario lui che in quello stadio ha giocato dal 1997 al 2009 giocando in squadra con quello che oggi in casa Juventus è un punto di riferimento: Fabio Paratici, il direttore sportivo della Prima squadra (quello che ha portato, per intenderci, CR7 in Italia), in azzurro però solo la stagione di Serie C2 1997/1998.

Morganti da calciatore aveva tracciato il solco: dopo il suo ritiro, ben 28 ragazzi del settore giovanile hanno debuttato in prima squadra, con il top di Paolo Faragò, Bruno Fernandes, Francesco Vicari, Lorenzo Dickmann e Lorenzo Montipò che oggi giocano tra Serie A, Serie B, Primerira Liga portoghese e Nazionale Under 21 italiana. Per Morganti una partita non facile lunedì sera: da un lato, sperare che la Juve Under 23 vinca per iniziare bene il campionato e cercare di fare una stagione migliore della precedente, affrontando la squadra che lo ha lanciato nel calcio professionistico e che lo ha fatto crescere dal punto di vista dirigenziale e che tiferà per sempre.

Fatto sta che se lunedì 26 agosto dalla tribuna del “Piola” dovesse palesarsi Paolo Morganti per lui saranno solo applausi. Applausi che non ci saranno durante i 90 minuti dell’incontro perché ora “Paolino” è un avversario, ma ventuno anni di Novara non si cancellano. Nel bene e nel male. Lui questo lo sa e ora per lui (dopo i derby regionali contro Pro Vercelli, Alessandria, Borgosesia, Moncalieri, Valenzana, Biellese e Ivrea) ecco il primo derby da ex. Un’emozione non da poco.

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