Il derby dell’Agogna dal sapore sudamericano: Pablo e Vitor tocca a voi!

Il derby dell’Agogna dal sapore sudamericano: Pablo e Vitor tocca a voi!

di Simone Balocco

Domenica 25 novembre 2018, per il calcio novarese, è stato un giorno molto importante: allo stadio “Piola” si disputò il primo derby Novara-Gozzano nei campionati professionistici. Novara contro Gozzano: da una parte una squadra con tredici stagioni in Serie A alle spalle e fresca di un’amara retrocessione in terza serie dopo tre stagioni in Serie B, dall’altra una al debutto tra i pro e con tanta voglia di fare bene. La partita terminò 0-0, così come il match di ritorno, giocato allo stadio “Piola” di Vercelli, terreno di gioco della squadra cusiana in attesa che il “d’Albertas” fosse idoneo alla categoria.

A fine campionato, il Novara si classificò al nono posto, guadagnandosi l’accesso ai play off dove venne eliminato nella seconda partita della prima fase dall’Arezzo, mentre il Gozzano, dopo un entusiasmante girone di andata, ebbe un calo e si salvò matematicamente a poche giornate dalla fine del torneo, guadagnandosi così il suo secondo campionato di Serie C consecutivo. Il calendario della nuova stagione di Serie C, stilato lo scorso 25 luglio, ha stabilito che la seconda edizione del “derby dell’Agogna” si giocherà all’andata il 25 settembre (in turno infrasettimanale) al “d’Albertas” (se lo stadio sarà in regola) ed il ritorno il 9 febbraio al “Piola”.

Le due squadre si apprestano ad incominciare la stagione abbastanza rivoluzionate rispetto allo scorso campionato: entrambe hanno cambiato allenatore (scegliendo Simone Banchieri e David Sassarini) e per entrambe ci sono dei nuovi innesti: il Novara i giovani Pogliano, Cagnano e Petricci; il Gozzano l’ex Bari Pozzebon, l’ex Carpi Concas e il portiere interista Tintori.

Due squadre rinnovate, ma piene di entusiasmo per affrontare alla grande il Girone A di Serie C dove se la vedranno con altre tre squadre piemontesi (Alessandria, Juventus Under 23, Pro Vercelli), otto lombarde (Pro Patria, Monza, Lecco, Como, Giana Erminio, Renate, Pergolettese, Albinoleffe), sei toscane (Arezzo, Pontedera, Carrarese, Pianese, Pistoiese, Robur Siena) ed una sarda, l’Olbia. In Coppa Italia le due squadre sono già uscite al primo turno: Virtus Francavilla e Renate hanno già interrotto i sogni di gloria delle due squadre novaresi.

Questa stagione il “derby dell’Agogna” vedrà anche un inatteso derby sudamericano perché i due giocatori cardine sono due attaccanti nati in America latina che nessuno pensava, il 6 ed il 18 maggio 2018, potessero giocare in azzurro ed in rossoblu: Pablo Andrés Gonzalez e Paulo Vitor Barreto. Entrambi classe 1985, i due giocatori sono nativi di Tandil (Argentina) e Rio de Janeiro (Brasile) e su di loro c’è tanta attesa perché io tifosi vorrebbero che i due portino le loro squadre al salto di qualità per fare un grande campionato.

Gonzalez si appresta a disputare la sua settima stagione (e mezza) in azzurro dopo il secondo ritorno a Novara dello scorso dicembre, mentre la notizia dell’approdo di Barreto al Gozzano è stato un fulmine a ciel sereno, inaspettato. L’ex Bari e Torino era fermo dal dicembre 2015 dopo i pochi mesi in Serie D con il Venezia e sembrava pronto a ripartire dalla terza serie nazionale con la maglia del Monopoli, club della Provincia di Bari, con cui aveva fissato tempo addietro test atletici ed una bozza di contratto. Alla fine tra il giocatore ed il club pugliese non c’è stato l’accordo definitivo e Barreto ha deciso di ripartire dalla squadra del presidente Fabrizio Leonardi.

Se Gonzalez è una certezza per i tifosi del Novara nonché un vero idolo, per i tifosi cusiani ecco arrivare un giocatore che diventa così il giocatore con il maggior pedigree della storia del club nato nel 1924. Il sogno per i lacuali sarebbe che Barreto possa diventare decisivo ed aiutare la squadra a cercare la seconda salvezza consecutiva e, perché no?, ambire al ruolo di “prima squadra della provincia”, superando il Novara.

Il brasiliano non gioca da quasi 4 anni da quando decise, nel dicembre 2015, di lasciare il Venezia dopo 5 partite e due reti segnate, ultimo lampo di una carriera ricca di soddisfazioni per l’attaccante brasiliano. In queste quattro stagioni, Barreto non ha perso l’occasione per allenarsi un po’ per conto suo ed un po’ con un’altra squadra professionistica, rifiutandosi di accettare le proposte da parte di squadre arabe e della Serie A maltese.

Gonzalez è un attaccante che non necessita di presentazioni (almeno a Novara): a oggi è il calciatore straniero più prolifico nella storia ultracentenaria del club, con cui ha vinto due campionati di Lega Pro, due Supercoppe di Lega Pro, i play off di Serie B e la palma di best assist man d’Europa nella stagione 2012/2013 con 20 passaggi filtranti (Messi si fermò a 18). Sull’attaccante argentino, nulla da eccepire: attaccante rapido, deciso e volitivo, Gonzalez a oggi ha segnato in azzurro 81 reti: il suo obiettivo è raggiungere Silvio Piola al terzo posto con 85 reti. E, perché no?, eguagliare prima al secondo posto l’ex compagno Raffaele Rubino, fermo a 92 e poi Marco Romano, top scorer di sempre degli azzurri piemontesi con 94 reti. Per l’attaccante argentino, un gap di tredici reti da colmare, ma i tifosi azzurri sperano che quest’anno sia l’anno del rilancio di Gonzalez dopo l’opaca metà stagione passata, quando l’attaccante della Provincia di Buenos Aires era parso davvero lontano dalla forma migliore nonostante i due gol segnati e i due assist vincenti serviti.

Dopo il suo addio, nessun altro giocatore aveva più corso come lui, nessuno aveva più segnato gol bellissimi di sinistro come faceva lui, nessuno aveva più consumato quella “mattonella” di campo dove tirava lui e nessuno aveva più esultato facendo l“onda” come faceva lui. Lo scorso dicembre Gonzalez fece ritorno a Novara per la seconda volta dal suo primo arrivo in Piemonte nell’estate 2009: prima l’addio per il Palermo e la prima stagione in Serie A (che vide anche il Novara in massima serie, ma il passaggio era stato perfezionato a gennaio), poi quello per l’Alessandria nel 2016, punta di diamante di una squadra che con il fu cartero puntava al ritorno in Serie B dopo oltre quarant’anni, ma non ci riuscì. Arrivato in Italia nella stagione 2003/2004 da giovanissimo, Vitor Barreto è stato scoperto dal Treviso, allora militante in Serie B, che gli fece scoprire il calcio italiano.

Nella Marca rimase due stagioni in cadetteria per poi passare, nell’estate 2005, all’Udinese dove in due stagioni in Serie A segnò i suoi primi gol in massima serie (undici totali). Dopo la parentesi in bianconero, un ritorno devastante ancora in Serie B a Treviso. Era giunto il momento per l’allora 23enne Barreto di andare in una piazza grande. Ed è a Bari che Barreto ha dato il meglio di sé: arrivato nell’estate 2008 (con allenatore Antonio Conte), i “galletti” vinsero il campionato trascinati dal loro numero 16 che con 23 reti segnate fu il vice-capocannoniere dei cadetti dietro (per un solo gol) al livornese Francesco Tavano.

La seconda stagione, quella in Serie A (la sua terza in massima serie da quando era arrivato in Italia), lo vide meno realizzatore, ma molto determinante. La terza invece fu problematica con diversi infortuni e solo quattro realizzazioni. Se nella seconda stagione il Bari raggiunse la sua best position (decimo posto) in Serie A dopo undici stagioni, nella terza con Barreto la squadra si piazzò al 20° posto e retrocesse. Dopo una stagione e mezza (deludente) ancora ad Udine, ecco una stagione e mezza sufficiente al Torino, con cui giocò anche cinque partite in Europa League (segnando un gol). Dopo il granata, l’arancio-nero-verde del Venezia e ora il rossoblu del Gozzano.

I tifosi del Gozzano quando hanno letto la notizia che Barreto si sarebbe unito al ritiro della squadra hanno subito pensato a cosa ha fatto il brasiliano in Italia e si sono emozionati (anche se può essere che qualcuno abbia cercato sue notizie sul web perché o non lo conosceva o perché lo confondeva con il Barreto (Édgar) in forza alla Sampdoria) e hanno iniziato a seguire. Si spera che l’approccio di Barreto in maglia gozzanese possa portare ad un incremento di abbonamenti e di passione come successe a Novara quando il club annunciò il ritorno di Gonzalez quando ai tifosi tornò (parzialmente) il sorriso dopo i primi tre mesi difficili di campionato.

Se l’ex cartero di Tandil ha sempre avuto nello scatto e nella corsa la sua arma in più, il brasiliano è…brasiliano: dribbling, fantasia, tecnica avanzata, velocità e precisione nell’esecuzione del tiro. Un po’ numero 10, un po’ numero 9, mentre Gonzalez un numero 11 (anche se adora il numero 19). Se Barreto si presenta ai suoi nuovi tifosi dopo quattro anni di inattività carico di buona volontà e voglia di rimettersi in gioco, Gonzalez punta ad essere il trascinatore della squadra di Banchieri, dove, insieme a Daniele Buzzegoli, è la chioccia di una squadra molto giovane che ha voglia di fare bene.

I due attaccanti sono nella loro fase calante di carriera, ovvero questa potrebbe essere la loro ultima stagione al top, ma i tifosi sono certi che questa stagione dalle loro giocate dipenderanno le sorti di Novara e Gozzano. Se per Gonzalez, Novara es su casa, per Barreto lo stesso si può dire di Udine, la città che gli ha fatto conoscere la Serie A, le coppe europee e dove ha anche conosciuto l’amore. Del resto, il giocatore ha scelto Gozzano perché dista meno chilometri (450) da Udine rispetto a Monopoli (980): una scelta di vita che si spera possa continuare a dare un senso alla sua carriera e di non chiuderla anzitempo.

Pablo e Vitor, e fate innamorare i vostri tifosi ed illuminate il derby dell’Agogna come quando eravate al top della vostra condizione.

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