Il derby molto atteso dai mandrogni: lunedì in campo le reduci del Quadrilatero, Alessandria e Novara

Serie C, lunedì sera da derby per lo stadio Moccagatta

di Simone Balocco

di Simone Balocco –

Le partite di sera, si sa, hanno sempre un fascino particolare: saranno i riflettori, saranno i colori diversi che le luci riflettono, sarà l’atmosfera. Saranno tante cose, ma una cosa è certa: la partita giocata di sera non è come quella giocata di pomeriggio. Uno dei motivi è facile: a parte il turno infrasettimanale, di sera si giocano le partite più emozionanti e prestigiose, dalle partite della Nazionale alle coppe europee alla partita di Serie C. Ed infatti lunedì sera, con calcio d’inizio alle ore 20:45, allo stadio “Moccagatta” di Alessandria, andrà in scena, per la quarta giornata, uno dei derby regionali più sentiti della categoria: Alessandria contro Novara. Un classico del nostro calcio, un classico del calcio di provincia che piace sempre e non stufa mai. Perché genuino, ruspante, bello e combattuto.

Il “Moccagatta” attende il Novara

Le due squadre hanno, rispettivamente, 4 e 6 punti e, in attesa che si giochino le partite del girone, sono undicesima e terza in classifica (ex equo con altre squadre). La scorsa stagione, le due squadre hanno avuto un percorso diverso: quinto posto in classifica i grigi, ottavi gli azzurri al momento dello stop del campionato per colpa della pandemia ed entrambe qualificate per i play off promozione. Ma grazie al “coefficiente”, il Novara ha guadagnato la settima posizione e si è spinto fino alla semifinale persa contro la Reggio Audace, mentre i mandrogni hanno dovuto dire addio alla manifestazione al primo turno della fase nazionale “grazie” alla rimonta del Carpi: avanti 1-2 fino al minuto 71, i modenesi hanno fatto il 2-2 che ha consentito loro, grazie alla miglior classifica in regular season, di passare il turno ma di essere eliminati poi proprio dal Novara.

Le due squadre hanno un’unica ambizione quest’anno: tornare in Serie B. In casa Novara, la Serie B manca dalla stagione 2017/2018, mentre in casa Alessandria la serie cadetta manca addirittura dalla stagione 1974/1975. Per intenderci, al soglio pontificio c’era Paolo VI, al governo Aldo Moro, Presidente della Repubblica era Giovanni Leone ed usciva “Bohemian rhapsody” dei Queen. Con il mercato estivo (terminato però lo scorso 5 ottobre), la due squadre si sono rinforzate, ma agli alessandrini questa stagione va il premio di squadra che si rinforzata meglio qualitativamente, in quanto il presidente di Masi ha fornito a mister Gregucci giocatori di categoria superiore. Ed infatti in riva al Tanaro sono arrivati i vari Pisseri, Rubin, Scognamillo, Blondett e Simone Corazza che vanno aggiungersi ai vari Eusepi, Casarini, Arrighini e Gazzi. Il Novara invece è un mix di giocatori giovani, giocatori di categoria e giocatori con l’esperienza giusta per aiutare tutti a fare il salto di qualità. Tra cui Pablo Andrés Gonzalez, unico ex Alessandria tra le fila azzurre, che nelle due stagioni nella città di San Baudolino (2016-2018), nonostante  le 36 reti segnate ed i ventuno assist serviti, non riuscì a portare su di categoria i mandrogni. In casa Alessandria gli ex Novara sono ben quattro: Umberto Eusepi, Francesco Cosenza, Federico Casarini e Simone Corazza, arrivato dalla Reggina a titolo definitivo e considerato, a 29 anni, un top player della categoria.

Sotto la Cupola di San Gaudenzio, il direttore sportivo Urbano ha portato Lamanna, Colombini, Hrvac, Panico, Zigoni, Natalucci, il giovane portiere canadese Desjardins e gli esperti Lanini, Migliorini e Firenze. La palla ora tocca a mister Banchieri guidare una squadra che punta a lottare per i piani alti della classifica e non più per l’ottavo posto, la best position degli ultimi due campionati di Serie C.

Poi ovviamente, per entrambe le squadre, parlerà il campo, cosa che non sbaglia mai.

La prima partita tra Alessandria e Novara risale al campionato di Prima categoria 1914/1915 ed entrambe le squadre fanno parte del Quadrilatero del calcio piemontese, insieme alle “cugine” Pro Vercelli (inserita nello stesso girone di grigi e azzurri) e Casale, che proprio quell’anno giocò da campione d’Italia in carica.

L’ultima volta che l’Alessandria ha vinto in casa contro il Novara risale allo scorso campionato, il 2 novembre 2019, quando l’ex Eusepi regalò la vittoria ai suoi; l’ultima vittoria azzurra risale al 7 febbraio 2010, quando gli azzurri diedero la sterzata decisiva per la vittoria del campionato che li portò in Serie B dopo 33 anni, mentre l’ultimo pareggio fu il 12 dicembre 2018 (dove il gol del pareggio novarese lo siglò proprio Eusepi). Complessivamente, quello di lunedì sarà il 90° incontro tra le due squadre (coppe nazionali comprese) con 34 vittorie alessandrine, 29 vittorie Novara e ventisei pareggi.

Per entrambe le squadre, il match di lunedì sera sarà la prova del 9: per i grigi, dimostrare di essere davvero la squadra più forte del girone dopo la brutta sconfitta di Lecco di mercoledì sera; per il Novara, affrontare (quasi) subito la squadra ritenuta più forte del girone, dimostrare che per la lotta promozione ci sarà anche lui e di non avere nulla da perdere.

Insomma, un match mai banale che regala sempre emozioni. Anche se per la prima volta, questo derby sarà giocato a porte chiuse colpa del Covid-19. Sarebbe stato bello vedere una bella cornice di pubblico nello stadio in riva al Tanaro, ma la pandemia è più forte e quindi niente spalti gremiti. Pubblico che vorrà comunque vedere un grande match, guardandolo da casa in streaming o per via radiofonica.

Serie B, un obiettivo per entrambe ma un sogno per l’Alessandria, ma anche un incubo anche perché la serie cadetta per il club grigio sembra essere davvero un’ossessione, unito al fatto che altre due squadre della stessa regione, lo stesso Novara e la Pro Vercelli, negli ultimi dieci anni, hanno disputato rispettivamente sei e cinque campionati in serie cadetta (con il Novara che ha anche giocato, nel mentre, in Serie A ed in due occasioni si è spinto fino a due semifinali play off promozione). Una sorta di invidia che ha spinto il presidente del club, Luca di Masi, negli ultimi anni, a costituire i classici “squadroni” per salire, non riuscendoci mai.

Da una parte, la “corazzata” Alessandria, dall’altra il Novara che scenderà in campo conscio che venderà cara la pelle e di non aver nulla da perdere.

Cosa che invece potrebbe capitare (facendo i debiti scongiuri) proprio ai padroni di casa che proprio con tutti i favori dei pronostici videro naufragare la promozione in serie cadetta al termine della stagione 2016/2017: campioni di inverno con nove punti sulla seconda, i grigi persero tutto il vantaggio e chiusero la regular season a pari punti con la Cremonese che fu promossa direttamente in Serie B per via degli scontri diretti. E la squadra alessandrina perse poi la finale play off contro il Parma, mandando a ramengo tutta la stagione che li vedeva già a Natale assaporare l’odore della serie cadetta dopo tanti (troppi) decenni di calcio inferiore.

Alessandria e Novara, due squadre che hanno visto vestire le loro maglie due mostri sacri del nostro calcio come Gianni Rivera e Silvio Piola, entrambe giunte in finale di Coppa Italia venendo sconfitte da Ambrosiana Inter (stagione 1938/1939) e Torino (stagione 1935/1936). Coppa Italia che vide l’Alessandria, nella stagione 2015/2016, spingersi fino alla semifinale della coppa nazionale, venendo sconfitta dal Milan: era dalla stagione 1983/1984 che una squadra di Serie C non si spingeva così tanto avanti nella coppa nazionale.

I presupposti per un bel match ci sono: da una parte l’orso grigio, dall’altra il falco azzurro.

Il detto recita “rosso di sera/bel tempo si spera”. Lunedì si spera che possa diventare “grigio e azzurro di sera/grande calcio si spera”.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy