Serie C con 800 tifosi allo stadio, ancora Novara-Pontedera: 30 anni dopo il derby dell’iscrizione vinto dai novaresi

Novara-Pontedera: potranno avere accesso allo stadio 800 tifosi. Quest’anno sono 30 anni dai play out di Serie C2 tra le due squadre, con il Novara sconfitto, retrocesso per qualche settimana in Interregionale e poi ripescato, “grazie” alla mancata iscrizione della Pro Vercelli

di Simone Balocco

di Simone Balocco –

Domani alle ore 15, allo stadio “Piola” di Novara, agli ordini del signor Tremolada di Monza, scenderanno in campo, per la quinta giornata del girone A di Serie C, gli azzurri padroni di casa ed il Pontedera. Il Novara di mister Simone Banchieri, reduce da tre vittorie consecutive contro Lucchese, Giana Erminio e Alessandria (quest’ultima fuori casa), sono secondi in classifica (a pari punti con Grosseto e Renate), mentre i granata toscani, reduci dalla sconfitta interna contro il Renate, sono settimi (in compagnia di Juventus Under23, Pro Patria e Como). Il Novara non batte in casa il Pontedera dal 30 gennaio 2019 (gol di Eusepi), mentre i pisani non hanno mai vinto a Novara nei precedenti incontri. L’ultimo pareggio in terra novarese risale allo scorso 26 gennaio: vantaggio granata di Semprini, pareggio su rigore di Schiavi.

Novara-Pontedera è altresì importante perché il Novara permetterà l’accesso allo stadio a 800 tifosi: per loro, vendita dei biglietti solo on line sul circuito “Vivaticket” al prezzo di 20 euro e avranno accesso solamente al settore “Tribuna centrale”, sedendosi in maniera tale da non creare assembramenti. A parte il match amichevole contro la Juventus Under19 dello scorso 9 settembre, è dal 9 febbraio scorso che al “Piola” i tifosi non hanno accesso allo stadio, da Novara-Gozzano (4-1). E anche contro la selezione giovanile bianconera, l’accesso era stato riservato a soli 800 tifosi: si presentarono in duecento, ma era una semplice amichevole disputata a metà pomeriggio di un mercoledì di settembre, mentre per il match di domani pomeriggio, che varrà tre punti, si conta (e si spera) di avvicinarsi il più possibile al “sold out”. Anche se il numero dei contagi anche in Piemonte è molto importante e la paura del Covid-19 è ancora molto alta.

Ma giocare contro il Pontedera, per i tifosi del Novara, ha sempre un significato importante e la mente vola al play out di Serie C2 della stagione 1989/1990 quando, il 7 giugno 1990, le due squadre si affrontarono in partita secca allo stadio “Braglia” di Modena e la truppa toscana si impose per 3-1, salvandosi e condannando il Novara agli inferi dell’Interregionale: mai, negli allora 81 anni di storia del club, il Novara aveva toccato un punto così basso e mai aveva giocato nelle serie dilettantistiche. Il “purgatorio” durò lo spazio di qualche settimana, quando in aiuto del Novara arrivò “in soccorso” la Pro Vercelli: le bianche casacche, che avevano chiuso la stagione al terzo posto perdendo proprio all’ultima giornata contro il Pontedera e mancando l’aggancio al secondo posto che allora significava promozione diretta in Serie C1, fallì e al suo posto fu ripescato proprio il Novara che, per la stagione 1990/1991, poté così tornare tra i professionisti. Ed il destino volle che la prima giornata di quel campionato fosse proprio Novara-Pontedera, con gli azzurri che si imposero sia all’andata al “Comunale” (non ancora intitolato a Silvio Piola) per 1-0 (gol di Ugo Armanetti), sia al “Mannucci” per 0-2 (doppietta di Salvatore Orofino).

Ma quel 7 giugno 1990 è ancora impresso nel cuore dei tifosi: se il giorno dopo iniziava il Mondiale italiano di calcio sulle note delle “notti magiche” cantante dalla Nannini e da Bennato, sotto la Cupola di San Gaudenzio si intonava il de profundis di una stagione terrificante, con tre allenatori succeduti in panchina (Adriano Fedele, Angelo Domenghini e Loris Fugirai dalla formazione Berretti), 30 punti realizzati in trentaquattro partite (solo sei vittorie totali), solo 19 reti segnate, solo 23 reti subite e la paura concreta che dopo nove anni di “impantanamento” in Serie C2, per un club storico come il Novara potesse arrivare, per la prima volta, l’Interregionale. Al “Braglia” le due squadre arrivarono in modo diverso: il Pontedera in un mese aveva ottenuto otto punti su dieci disponibili (la vittoria allora valeva due punti), mentre il Novara solo due e nell’ultima partita entrambe vinsero, ma i granata toscani stracciarono la Pro Vercelli 6-1 e la squadra di Fugurai aveva battuto il Cecina 3-0. Gli animi erano diversi: consapevolezza di potercela fare in casa toscana, paura e rassegnazione in casa azzurra. Nonostante le partite secche hanno un valore intrinseco diverso rispetto alle altre.

Il Pontedera passò in vantaggio già dopo due minuti di gioco “grazie” ad una topica del portiere azzurro de Giorgi su un tiro non irresistibile di di Francesco. E al 23’ i toscani si portarono sul 2-0 con Caponi. Game set match? Quasi, perché nella ripresa il Novara accorciò con Rossini al 67’, ma due minuti dopo ancora Caponi batté de Giorgi: 3-1. Al triplice fischio: Pontedera salvo, Novara in Interregionale. A Novara la notizia cadde come un fulmine a ciel sereno e i tifosi si presero male all’idea che con la nuova stagione ci sarebbe stato il primo derby cittadino della storia: da una parte, il Novara del Presidente Walter Stipari e dall’altra la Sparta del Presidente Santino Tarantola (per 14 stagioni, tra il 1970 ed il 1984, a capo del sodalizio azzurro) che si apprestava a giocare il suo primo campionato dilettantistico. Per azzurri e bianconeri, primo derby e prima stagione della loro storia in Interregionale, allora la “Serie A” del dilettantismo nazionale.

Nella stagione 1990/1991, il derby novarese non si disputò: grazie (come detto) alla mancata iscrizione della Pro Vercelli, il Novara fu ripescato al suo posto e poté giocare ancora tra i professionisti, anche se per la decima stagione consecutiva nell’ultimo “scalino” del professionismo, la Serie C2. Tornando al match di domani pomeriggio, nelle ultime trentuno stagioni, i toscani hanno giocato una stagione in Serie C1, nove in Serie C2, otto in Serie D, quattro in Eccellenza toscana, una in Lega Pro Seconda divisione, quattro in Lega Pro e quattro in Serie C, mentre il Novara, oltre a non essere più retrocesso tra i dilettanti (e non essere mai fallito), ha disputato tre play out consecutivi di Serie C2 (1998-2000), ha vinto i play off di Serie C2, ha disputato una stagione in Serie A, sei stagioni in Serie B, realizzato due double campionato di Lega Pro-Supercoppa di Lega Pro e per tre volte ha raggiunto gli ottavi di finale di Coppa Italia, venendo sconfitto (sempre in trasferta) due volte dal Milan e dalla Lazio.

La scorsa stagione, Novara e Pontedera riuscirono ad affrontarsi prima del blocco del campionato: pareggio sia all’andata (0-0) sia al ritorno (1-1) ed entrambe si qualificarono ai play off come quarta e settima classificata. Al “Mannucci” si sarebbe dovuto disputare il match del secondo turno della fase a gironi fra le due squadre, ma il Pontedera rinunciò ai play off a causa del fatto che non sarebbe riuscito a rispettare il rigido protocollo imposto per le società sportive per tutelare la salute dei propri atleti contro il Covid-19: il Novara, invece riuscì a rispettare il protocollo, vinse a tavolino l’incontro e si qualificò alla seconda fase. Domani Novara e Pontedera si riaffronteranno davanti ad una cornice di pubblico che si spera (nei limiti degli 800 tifosi) possa essere da tutto esaurito, dimenticando (in casa novarese) i fatti del 7 giugno 1990. Anche se sulla testa di tutti (calciatori, spettatori e tutti quanti) si dovrà fare i conti con la spada di Damocle del coronavirus.

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