Serie C in crisi economica, Turris: “Senza il pubblico negli stadi, rinviamo i campionati”

Serie C in crisi economica, Turris: “Senza il pubblico negli stadi, rinviamo i campionati”

Presa di posizione ufficiale del club campano

di Redazione DDD

Il DPCM, decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del 7 settembre 2020 non consente ancora l’ingresso del pubblico degli stadi, con la conseguenza di notevoli problemi per i club di Serie C.

Turris, il presidente Colantuono

La Turris, ad esempio, si è detta contraria a questa misura, attualmente attuabile per le gare professionistiche fino al prossimo 7 ottobre, come hanno testimoniato le parole del presidente Antonio Colantonio, rilasciate ai canali ufficiali della società: “Continua, purtroppo, a perpetrarsi una discriminazione nei confronti del mondo del calcio e, per di più, quello professionistico che dovrebbe ricevere le maggiori attenzioni e garanzie. Chi governa il calcio dovrebbe assumersi maggiori responsabilità, perché in questo momento stiamo solo danneggiando lo sport più bello al mondo e i suoi appassionati. O si riaprono gli stadi, con le dovute limitazioni e precauzioni, o tanto vale rinviare ulteriormente l’inizio dei campionati. Il calcio è, innanzitutto, passione; uno spettacolo che va visto dal vivo senza farselo raccontare dagli altri. Se è vero, poi, che inevitabilmente è anche azienda per chi si assume l’onere di portarlo avanti, continuando a privare le società degli incassi e imponendo parallelamente rigidi protocolli sanitari, suscettibili di determinare anche stop agli allenamenti con pregiudizio per le condizioni e le prestazioni degli atleti, non intravedo grande futuro per i club italiani, specie quelli di terza serie. La Turris reputa, inoltre, ancora paradossale la possibilità confermata dal fresco Dpcm di consentire l’accesso di mille spettatori in occasione di eventi sportivi minori, determinazione fatta già propria dalla Lega Nazionale Dilettanti, imponendo invece ai campionati professionistici di partire senza pubblico. Premesso che il calcio è di tutti e che vanno tutelati indistintamente i tifosi, non solo gli abbonati, ribadisco l’invito al ministro dello Sport e al governo del calcio a trarre gli opportuni spunti dalla finale-pilota di Supercoppa europea che, il prossimo 24 settembre, sarà disputata ammettendo almeno il 30% dei tifosi rispetto alla capienza dell’impianto. Si tratta, a giudizio della Turris, di un importante apripista”.

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