Simone Corazza ma non solo: sono gli ex Novara a far sognare l’Alessandria! La verifica nel derby?

Simone Corazza ma non solo: sono gli ex Novara a far sognare l’Alessandria! La verifica nel derby?

Tanto sangue novarese quest’anno e nelle stagioni scorse con la maglia del Novara. Derby piemontese di Serie C con tanti motivi d’interesse.

di Simone Balocco

di Simone Balocco –

L’ultima volta che l’Alessandria ha militato in Serie B, era la stagione 1974/1975: al governo c’era Aldo Moro, Presidente della Repubblica era Giovanni Leone ed il calcio europeo, dopo i tre successi consecutivi in Coppa dei Campioni dell’Ajax del Calcio totale, stava scoprendo la forza del Bayern Monaco che, come gli ajacidi, avrebbe vinto la coppa dalle grandi orecchie nei successivi tre anni (1974-1976). L’Alessandria era guidato in panchina da Anselmo Giorcelli (subentrato a Sergio Castelletti) ed in campo c’erano dalle Vedove, Baisi, la bandiera Colombo ed il futuro allenatore Edi Reja. Dopo quella stagione, la squadra non ce l’ha più fatta a tornare tra i cadetti e ha sempre militato al massimo in terza serie, conoscendo anche l’onda del fallimento e la ripartenza dall’Eccellenza nell’estate 2003. E pensare che l’Alessandria ha dato i natali (calcistici) ad un certo Gianni Rivera, che con la maglia grigia debuttò in Serie A addirittura a 16 anni e qualche mese. Tutti hanno ancora nella mente la scalata che i club piemontese ha compiuto nella stagione 2015/2016 quando, partendo dal primo turno, si è spinto fino alla semifinale di Coppa Italia, venendo sconfitto in semifinale da un Milan nettamente più forte: era dalla stagione 1983/1984 che una squadra militante allora in Serie C1 (il Bari) non si spingeva così avanti nella coppa nazionale.

A partire da quel momento (non che prima non lo fosse, a dire il vero), in casa Alessandria si è cercato sempre di tornare in Serie B, una serie che la squadra ha disputato 20 volte nella sua storia. Un sogno, ma anche un incubo anche perché la serie cadetta per il club grigio sembra essere davvero un’ossessione, unito al fatto che altre due squadre della stessa regione, le rivali Novara e Pro Vercelli, negli ultimi dieci anni, hanno disputato rispettivamente sei e cinque campionati in serie cadetta (con il Novara che ha anche giocato, nel mentre, in Serie A ed in due occasioni si è spinto fino a due semifinali play off promozione). Una sorta di invidia che ha spinto il presidente del club, Luca di Masi, negli ultimi anni, a costituire i classici “squadroni” per salire, non riuscendoci mai. E la mente vola alla stagione 2016/2017, quella che ancora oggi è ricordata come la stagione più dolorosa degli ultimi anni: l’allora direttore sportivo Magalini aveva portato in riva al Tanaro i classici giocatori fuori categoria, vale a dire Gozzi, Piccolo, Sestu e Gonzalez, uniti ad una rosa che poteva contare su Bocalon, Marconi, Fischnaller, Nicco, Mezavila, Sosa e Celjak (con Evacuo arrivato a gennaio). Allo stadio “Moccagatta” già a dicembre si pensava che il salto in Serie B era una cosa praticamente raggiunta, visto che la squadra di mister Braglia aveva vinto il girone di andata con ben undici punti di vantaggio sulla seconda in classifica, la Cremonese.

Peccato che all’ultima giornata, Alessandria e Cremonese chiusero il campionato a pari punti in classifica e, in virtù degli scontri diretti in favore dei lombardi, in serie cadetta ci andarono i grigio-rossi, lasciando i grigi a lottare per la promozione nella lotteria dei play off. La seconda posizione era ottima in chiave play off, vista anche la “fame” che aveva la squadra, ma, come recita la celebre “legge di Murphy” (“se qualcosa può andar male, lo farà”), l’Alessandria nei play off eliminò Casertana, Lecce e Reggiana ed in finale si dovette piegare al Parma. Parma in Serie B, Alessandria ancora una volta in Serie C la stagione successiva. Per la squadra e per i tifosi fu una mazzata tremenda: ad un soffio dal traguardo, come dei “Dorando Pietri del calcio”. Una beffa atroce. La scorsa stagione il club grigio ha chiuso la regular season al sesto posto, qualificandosi per i play off promozione, ma la squadra di mister Gregucci uscì al primo turno della fase nazionale contro il Carpi (con i grigi avanti 0-2, ma poi raggiunti sul 2-2 e, in virtù della miglior classifica finale degli emiliani, Carpi alla seconda fase nazionale e Alessandria ancora in Serie C). E per la 45a stagione consecutiva, l’Alessandria cercherà l’assalto alla Serie B, diventando una della prime quarantadue squadre d’Italia. Sul mercato estivo, il direttore sportivo Artico ha già portato al “Moccagatta” alcuni giocatori importanti come Pisseri, Parodi e Rubin, ma il colpo in entrata è, a oggi, quello di Simone Corazza. Classe 1991, Corazza è un veterano della categoria avendo giocato (e segnato) finora sette stagioni ed arriva dalla Reggina, squadra neopromossa in Serie B cui l’attaccante friulano ha dato una certa spinta realizzando ben quattordici reti in campionato, risultando il terzo in classifica marcatori del girone C.

La notizia del ritorno del “Joker” in Piemonte ha mandato in visibilio i tifosi, certi che con l’ingaggio di Corazza l’assalto alla Serie B potrebbe finalmente concretizzarsi, lasciando le altre tre squadre piemontesi in lizza (Novara, Pro Vercelli e Juventus Under23) a lottare per la promozione tramite i lunghi play off. A proposito di Novara, se si analizzano le rose dell’Alessandria tra il 2016 ed oggi si vede che sono arrivati in maglia grigia molti giocatori che hanno militato in passato con la maglia azzurra. E addirittura quest’anno mister Gregucci, con l’approdo di Corazza, può contare su altri tre ex giocatori del Novara: Federico Casarini, Umberto Eusepi e Francesco Cosenza (che però in azzurro ha giocato una sola partita nella “lontana” stagione 2005/2006). Il centrocampista di Carpi, dalla scorsa stagione ad Alessandria, ha militato nel Novara tra l’ottobre 2015 ed il giugno 2017, indossando anche la fascia di capitano nella sua ultima stagione (conclusa con la retrocessione del club in Serie C), mentre l’attaccante di Tivoli (classe 1989 come Casarini), vero “giramondo” del calcio italiano (i grigi sono la sua quattordicesima squadra in carriera), ha vestito la maglia azzurra nella stagione 2018/2019, andando in doppia cifra a fine stagione (play off compresi), è ad Alessandria dalla scorsa stagione (in prestito dal Pisa, stessa formula di quando era a Novara) e ha segnato il classico gol dell’ex lo scorso 2 novembre, con tanto di esultanza sotto la Curva Nord del “Moccagatta”.

Come detto, la Serie B, in casa Alessandria poteva essere fattibile nella stagione 2016/2017 grazie anche all’approdo dal Novara di un grande craque di mercato: Pablo Andrés Gonzalez. L’attaccante di Tandil in quella stagione giocò 45 partite, segnando complessivamente ventidue reti e servendo tredici assist. I tifosi erano in visibilio per lui, ma a fine stagione l’Alessandria rimase ancora in Serie C e anche la stagione successiva il “cartero” non riuscì a portare la squadra in cadetteria, nonostante le tante reti segnate (ed il lauto ingaggio triennale). Il 31 agosto 2018 Gonzalez si svincolò dal club e quattro mesi dopo, da svincolato, tornò ancora al Novara, dove a oggi è il quarto marcatore di sempre del club. Il suo addio al club alessandrino (voluto da lui stesso) fu dovuto al fatto di aver tradito le attese e i tifosi grigi lo incolparono (nonostante i numeri eccezionali fatti con la maglia grigia numero 18) della mancata promozione. Il 27 settembre inizierà il campionato e vedremo poi a maggio chi salirà in Serie B. E vedremo soprattutto se gli ex Novara hanno aiutato il club a tornare in serie cadetta. Novara Calcio (che non ha ex alessandrini in rosa) permettendo.

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