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calcio italiano

Zé Maria: “Lautaro al Barça avrebbe meno libertà e meno leadership, Kulusevski alla Juve può diventare un campione”

ROME, ITALY - OCTOBER 31:  Vincenzo Montella of Roma (R) and Ze Maria of Inter in action during the Serie A match between Roma and Inter Milan on October 3, 2004 in Rome Italy.  (Photo by Newpress/Getty Images)

I singoli del campionato italiano e il futuro

Domenico La Marca

Durante il programma “Taca La Marca” in onda su Radio Musica Television è intervenuto Zé Maria, ex terzino di Parma, Perugia ed Inter tra le tante, il quale si è soffermato sullo stato d’emergenza del calcio e su tanti altri temi, ecco quanto emerso:

La ripresa: "Al momento non si pensa al calcio, anche perché in Brasile stiamo andando incontro all'inverno, condizione climatica che potrebbe favorire il virus. Bisogna cercare di garantire la sicurezza a tutte le persone che fanno parte del mondo del calcio, ma giocare a porte chiuse è la cosa più brutta per un atleta. Gli interessi economici che girano intorno a questo sport sono tanti, ma oggi bisogna pensare alla vita". Decurtazioni: "Se si parla di decurtare gli stipendi di giocatori che guadagnano di più sono favorevole, così da aiutare i dipendenti che sono in cassa integrazione. Per i calciatori delle serie minori invece il discorso è diverso, non sarebbe corretto intervenire sulle loro retribuzioni." Penalizzate: "La Lazio stava andando alla grande, giocando un ottimo calcio, la Juventus, invece con la vittoria contro l'Inter, aveva distaccato proprio i nerazzurri, è difficile valutare chi sia stata maggiormente penalizzata, questa pausa ha fatto male a tutti".

Conte: "Conte ha una personalità forte e vuole vincere tutto. Ha bisogno di grandi giocatori e al momento l'Inter non può contare su 22 titolari come la Juventus. I primi 5 mesi sono stati al di sopra delle loro possibilità". Lautaro-Barcellona: "Quando rifiutai Barcellona e Real Madrid era in Italia che si giocava il miglior calcio del mondo. Lautaro al momento è un idolo della tifoseria ed è il perno del progetto di Conte, trasferirsi al Barcellona lo porterebbe ad adattarsi ad un gioco che non è il suo, non avrebbe la stessa libertà e la stessa leadership che ha nell'Inter. Deve ragionarci bene anche perché milita in un club di assoluto valore". Danilo della Juventus: "È un buon giocatore però è stato spesso vittima di infortuni. Il campionato italiano è molto diverso dagli altri. La tattica e gli schemi rappresentano una grande difficoltà per qualsiasi calciatore che proviene dall'estero".

Kaio Jorge: "La Nazionale under 17 ha vinto il Mondiale e tutti quei giocatori sono già titolari nelle loro squadre e possono fare bene anche in Europa. In generale le cifre nel mondo del calcio sono molto alte e c'è bisogno di tornare al calcio vero". Ancelotti e il Napoli: "Ancelotti lo conosco bene e a volte si tende a confondere la sua gentilezza. L'ambiente era un pò condizionato dai suoi senatori. Questo tecnico ha bisogno di tempo visto che costruisce le sue squadre in maniera molto assennata. Quando ha preso delle decisioni poco popolari è stato un pò isolato e la rosa non era pronta per lottare per i primi posti della classifica. Se prendi Ancelotti vuoi vincere il campionato, questo è stato l'errore della società". Crespo: "Hernan ed io arrivammo insieme nell'estate del '96, nei primi sei mesi il Tardini non era amico per nessuno, dalla vittoria con il Milan cambiò tutto. Eravamo una squadra fortissima che si ritrovava in fondo alla classifica, abbiamo affrontato tante difficoltà e da quelle avversità Ancelotti è riuscito a conquistare il gruppo e a farlo diventare vincente. Nel girone di ritorno difatti le vincemmo tutte, fatta eccezione per il pareggio in casa della Juventus, che ci raggiunse con un calcio di rigore sul finire del primo tempo".

Kulusevski-Juventus: "È un buon giocatore e può fare il salto di qualità con la maglia della Juventus. Tanti giovani hanno indossato la maglia bianconera e poi sono diventati campioni, lui può realizzare questo tipo di percorso". Aneddoto con Gaucci: "Ne ho mille di aneddoti con il presidente Gaucci. Ricordo quando ci mandava in ritiro perché vincevamo male, ma allo stesso tempo era una persona molto generosa".

 

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