derbyderbyderby curiosita Calcio e Cripto: cosa sta davvero cambiando nel mondo delle sponsorizzazioni digitali

IL FOCUS

Calcio e Cripto: cosa sta davvero cambiando nel mondo delle sponsorizzazioni digitali

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Non è solo una questione estetica: è il segnale di una trasformazione più profonda nel modo in cui i club finanziano le proprie attività e dialogano con i tifosi.
Redazione Derby Derby Derby

Basta uno sguardo alle maglie per capire che il calcio sta cambiando pelle. Dove fino a pochi anni fa dominavano loghi di compagnie aree, banche o operatori del gioco, oggi compaiono nomi legati a scambi digitali, piattaforme blockchain e servizi fintech.

Non è solo una questione estetica: è il segnale di una trasformazione più profonda nel modo in cui i club finanziano le proprie attività e dialogano con i tifosi.

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Non c’è dubbio: le sponsorizzazioni digitali portano nuove risorse e strumenti di coinvolgimento. Ma queste aprono anche interrogativi e polemiche su regolamentazione, volatilità e tutela del pubblico.

Qui andiamo ad analizzare come e perché le cripto stiano entrando nel business del calcio, quali opportunità offrono ai club e quali sfide pongono a federazioni e regolatori, soprattutto in un contesto - come quello italiano - già segnato da forti restrizioni pubblicitarie.

L’era delle sponsorizzazioni digitali

Dalle banche e le aziende nazionali, alla blockchain

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Negli anni ‘90 e nei primi Duemila, le sponsorizzazioni calcistiche europee erano il terreno naturale di banche, assicurazioni e grandi marchi automotive. Per non parlare di marchi sportivi o di enormi aziende gastronomiche nazionali come Barilla o Cirio (che è stata per anni sponsor della Lazio, ad esempio).

Con l’espansione dei mercati televisivi e online, il baricentro si è spostato verso settori in grado di sfruttare una visibilità globale: prima le aziende solide (spesso nazionali) incluse le banche, poi le scommesse (da quando sono state legalizzate), poi il digitale.

Le aziende di blockchain vedono oggi nel calcio un acceleratore di notorietà unico: un linguaggio universale capace di raggiungere milioni di tifosi in ogni continente. Il logo sulla maglia non è più solo un marchio, ma il punto di accesso a ecosistemi digitali fatti di app, community e contenuti esclusivi. In questo senso, la sponsorizzazione diventa parte di una strategia di branding che va oltre i 90 minuti (i tempi di recupero e i rigori).

Questo perché - accanto a partnership sempre più visibili sulle maglie - i Club e i brand digitali sperimentano forme di engagement ispirate alla gamification e alle dinamiche delle piattaforme online: meccanismi di accesso, premi e interazioni ricorrenti che riflettono logiche diffuse nel mondo digitale, come i bonus giornalieri o altre dinamiche di gioco, di cui puoi leggi di più su CasinoItaliani, dove l’accento è posto sul contesto sportivo e sulla relazione con i tifosi.

Perché i club puntano sulle cripto

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Dal lato Club l’attrattiva è duplice. Da un lato c’è la liquidità: i brand digitali sono spesso disposti a investimenti significativi per ottenere visibilità rapida; dall’altro, la possibilità di sperimentare nuovi modelli di fan engagement.

Progetti come il fan token della Juventus o le collaborazioni blockchain del Milan vengono presentati come estensioni dell’esperienza del tifoso, non semplici operazioni commerciali.

I club parlano già di trasformazione digitale, di raccolta dati e di community globali, integrando le criptovalute in una visione più ampia di innovazione. Quindi non si tratta solo di affari e di sponsor: si parla di esperienza utente, fidelizzazione, ampliamento dell’identità di brand, espansione del linguaggio e del target. Dati questi contesti e azioni, i club - forse - non sono mai stati così tanti “aziende” come oggi.

Come funzionano le partnership Cripto-calcistiche

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Fan Token e NFT

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I fan token sono asset digitali che permettono ai tifosi di partecipare a sondaggi, accedere a premi o a contenuti esclusivi. Gli NFT, invece, certificano la proprietà di oggetti digitali unici: rappresentazioni di highlight storici e momenti iconici, maglie virtuali…

Il boom del 2021-2022 ha mostrato un entusiasmo spesso guidato dalla speculazione. Oggi il mercato si sta normalizzando: l’attenzione si sposta dal “quanto vale” al “cosa offre”. I tifosi chiedono benefici concreti e trasparenti, mentre i club cercano formule sostenibili che non snaturino il rapporto con la propria base.

Pagamenti e trasparenza

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Uno degli argomenti a favore della blockchain è la tracciabilità. I registri distribuiti consentono di verificare flussi di pagamenti, diritti digitali e vendite di merchandising, riducendo l'opacità e gli intermediari.

Tuttavia, la tecnologia non elimina i rischi: la volatilità dei mercati cripto può incidere sul valore reale degli accordi, mentre la complessità tecnica richiede comunicazione chiara per evitare fraintendimenti. Club e sponsor quindi sono sempre più chiamati a spiegare cosa stanno offrendo e a chi, evitando promesse implicite di guadagno.

Il clima attuale delle sponsorizzazioni nel calcio e il caso del gioco d’azzardo

Dopo il “Decreto Dignità”

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In Italia il punto di svolta è stato il “Decreto Dignità” del 2019, che ha vietato la pubblicità e le sponsorizzazioni legate al gioco d’azzardo. Per molti club di Serie A questo ha significato perdere una fonte di entrate consolidata e dover ripensare il proprio portafoglio sponsor.

La risposta è stata una maggiore apertura verso fintech, e-commerce e cripto: settori non colpiti direttamente dal divieto, ma capaci di investire cifre comparabili. Non si tratta dunque solo di sostituzione economica: parliamo di una scelta che riflette il tentativo di allinearsi a un’immagine più “tech” e internazionale.

La situazione Europea

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Il dibattito non è solo italiano. Nel Regno Unito la Premier League sta gradualmente eliminando i loghi delle scommesse dalle maglie, mentre Spagna e Francia hanno inasprito le regole pubblicitarie. In tutta Europa si discute di etica, tutela dei consumatori e responsabilità sociale degli sponsor.

In questo scenario, i brand cripto si trovano sotto una lente simile a quella che ha colpito ieri il betting: trasparenza, messaggi chiari e rispetto delle normative locali diventano condizioni imprescindibili per restare nel sistema.

Ma nel resto del mondo com’è la questione?

La situazione negli USA

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Negli Stati Uniti il rapporto tra calcio e sponsorizzazioni legate alle criptovalute ha storicamente preso forme diverse rispetto all’Europa. La Major League Soccer e altre leghe sportive statunitensi hanno visto alcune squadre stringere accordi con brand cripto e blockchain già negli anni passati: ad esempio, club come Inter Miami CF hanno avuto sponsor legati al mondo della finanza digitale, come la partnership di XBTO come sponsor di maglia. Tali accordi, spesso precedenti al boom europeo, riflettono la natura diversa dei mercati USA, che anche fuori dal calcio (vedi eventi come il Super Bowl) favoriscono una grande visibilità delle criptovalute.

Come sono messi in Russia?

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Se da un lato la presenza di criptovalute è cresciuta tra investitori privati e piattaforme digitali, le partnership ufficiali tra club calcistici russi e sponsor cripto non attecchiscono come in Europa o negli States.

Questo è in parte dovuto a un quadro regolatorio interno che predilige sponsor nazionali e sostenitori istituzionali.

E in Cina?

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La Cina rappresenta un caso ancora più particolare: qui le cripto sono oggetto di restrizione. Quindi da questo punto di vista la questione non è lontanamente paragonabile agli altri Paesi che abbiamo preso in considerazione.

Tuttavia, pur mantenendo linee rigorose, i club calcistici cinesi non disdegnano (anzi cercano) sponsorship con brand fintech, blockchain e servizi digitali legati a pagamenti elettronici.

Rischi e regole in evoluzione

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Dopo un breve viaggio per il mondo, torniamo in Italia e alla situazione dei suoi club.

Volatilità e fiducia

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Il principale rischio per i club è reputazionale. Se un partner cripto entra in crisi o finisce sotto indagine, l’impatto sull’immagine del Club può essere immediato e potente. Alla luce di questo, organismi come UEFA e FIGC monitorano con assoluta attenzione le sponsorizzazioni digitali, pretendendo garanzie sulla solidità e sulla correttezza comunicativa.

La fiducia del tifoso, una volta persa, è difficile da recuperare.

Verso una maggiore trasparenza

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Negli ultimi anni si stanno diffondendo protocolli di due diligence più stringenti:

  • verifica delle licenze,
  • analisi finanziarie,
  • obbligo di informative chiare sui rischi che corrono gli utenti.
  • La tendenza è verso una comunicazione responsabile, con disclaimer espliciti e contenuti educativi che aiutino il pubblico a capire cosa sta acquistando. Non è solo una richiesta dei regolatori, ma una necessità per rendere queste partnership sostenibili nel lungo periodo.

    Il futuro delle sponsorizzazioni nel calcio

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    Il calcio sta imparando a muoversi in un’economia sempre più digitale. Le sponsorizzazioni cripto non sono una moda passeggera, ma parte di un cambiamento strutturale che coinvolge tecnologia, finanza e comunicazione.

    La loro tenuta dipenderà dalla credibilità, dalla fiducia dei tifosi e dalla chiarezza normativa.

    In un panorama dove le fonti di ricavo tradizionali si trasformano, i club più lungimiranti saranno quelli capaci di coniugare innovazione e trasparenza, preservando il valore simbolico della maglia: non solo spazio pubblicitario, ma segno di identità e responsabilità.