Adesso fuori rabbia e orgoglio: la strada di Pioli, senza scherzetti, per Milan-Spal

Adesso fuori rabbia e orgoglio: la strada di Pioli, senza scherzetti, per Milan-Spal

Stasera in campo a San Siro

di Redazione DDD

di Mattia Marinelli –

La notte di Halloween per rivedere la luce, Pioli: “Voglio rabbia”. Suso resterà fuori? Castillejo in pole. Necessari i 3 punti come rileva Pioli: “Dobbiamo essere migliori nello spirito”. Per invertire la tendenza, Pioli ha due armi: la testa e le gambe. Questa sera le userà entrambe. Proprio così, il tecnico rossonero cerca il rilancio in casa contro la Spal: “Tatticamente non possiamo essere al top, ma lo spirito deve essere quello di chi vuole vincere”. Pioli ha cambiato registro, toni, contenuti: “Voglio gente motivata, orgogliosa e arrabbiata”. Ci potrebbero essere una serie di cambi nell’undici titolare del Milan rispetto a quanto visto domenica sera a Roma e Stefano Pioli non lo nasconde: “Dimostriamo di essere migliori di quanto fatto vedere domenica. La società è molto vicina, mai ho avuto una società così vicina”.

Pioli indica la priorità del Milan: massima professionalità, per riassestare la classifica e scacciare tutte le voci. Pioli non preannuncia stravolgimenti del sistema di gioco, ma è possibile che accentui l’uso della difesa a 3 con Duarte a destra, con Bennacer per Biglia e con Piatek per Leao. In particolare per Piatek il posto fisso passa dal gol. Occasione per il polacco dopo due panchine di fila, il tecnico lo ha motivato: punta sulla sua concretezza. Pioli e le punte: “Kris e Leao sono centravanti da Milan, ma con qualità diverse. Piatek sta bene e ha voglia di fare. Da Rafael mi aspettavo di più”.

Bennacer al posto di Biglia. Il Milan di Pioli cambia pelle, sperando di cambiare anche mentalità. Più grinta, più voglia, più forza. Entrambi i terzini destri rischiano di assistere alla sfida dalla panchina. Al loro posto Duarte, che potrebbe essere il primo passo verso una difesa a tre. Pioli assicura che la sua squadra non è impaurita, ma si gioca l’ultima chance per non sprofondare. Il tecnico ha colto la gravità del momento, era convinto di poter mettere la barca in linea di galleggiamento ma ha capito che il tema è la tenuta dell’imbarcazione più che il capitano.

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