Fabio Calcaterra: “Non mi stupirebbe il Benevento tra le prime 8 della Serie A. Derby di Milano? Inter favorita”

Fabio Calcaterra, ex difensore di Inter, Siena, Lazio, Cesena e di altri club di Serie B e Lega Pro, oggi è dirigente sportivo e anche ex allenatore: ha ripercorso le tappe della sua carriera, rispondendo inoltre ad alcune domande di attualità sulla realtà della neopromossa Benevento e formulando il suo personale pronostico sul derby di Milano

di Redazione DDD

Fabio Calcaterra ha ripercorso il periodo delle giovanili trascorse nell’ambiente nerazzurro, del prestito alla Lazio nella stagione 1985-1986 e dell’esperienza con la maglia del Cesena, squadra con la quale ha collezionato più di 180 presenze. Calcaterra ha inoltre risposto ad alcune domande di SuperNews relative all’attuale Serie A, parlandoci della solida realtà della neopromossa Benevento e formulando il suo personale pronostico sul derby di Milano, in programma sabato 17 ottobre alle 18.00.

Quando e come sei arrivato ad indossare la maglia dell’Inter? “Sono andato all’Inter all’età di 12 anni. Ho trascorso sette anni nel settore giovanile nerazzurro. Poi, uscito dalla primavera, sono andato a giocare in Serie C2, dove ho avuto un ottimo rendimento. Successivamente, dopo una buona esperienza in Serie C, mi ha comprato la Lazio. In Serie B ho disputato un buon campionato. Quando feci ritorno all’Inter, l’anno successivo all’arrivo di Trapattoni c’erano Bergomi e Ferri come giocatori titolari, ma i nerazzurri avevano bisogno di un profilo difensivo non ingombrante e affidabile, così hanno deciso di prendere me”. Nel 1985 vieni ceduto in prestito alla Lazio. Che tipo di esperienza hai vissuto in biancoceleste? “E’ stata un’esperienza incredibile. Arrivavo dal Siena in un grandissimo club come quello biancoceleste, all’epoca guidato da Gigi Simoni, una persona meravigliosa. Mi ritrovavo in una squadra di giocatori già affermati, con grande esperienza. Nonostante questo, Simoni si dimostrò un allenatore meritocratico: per le sue scelte teneva in considerazione il rendimento dei calciatori, nessun’altra cosa. Ricordo che, dopo la prima partita di Coppa Italia, decise di schierarmi come titolare fisso”.

Fabio Calcaterra

Con il Cesena hai collezionato il numero più alto di presenze, circa 180 tra le annate 1988-1991 e 1993-1995. Qual è la cosa che ti è rimasta più a cuore dell’esperienza in questo club? “Più di ogni altra cosa, la gente. Ho trascorso cinque anni in Romagna, sono stati degli anni incredibili. In quel periodo, ho giocato più di 180 partite, ovvero 34 partite su 34. Su 180 match, con la maglia del Cesena ne ho disputati 110 in Serie A. La cosa più bella di Cesena era l’ambiente, la sua gente. Vivevo in centro, e conducevo la carriera da giocatore come una persona normalissima. Non c’era il problema della notorietà. Riuscivi a vivere normalmente la città nonostante fossi un calciatore professionista. Oggi questo risulta un po’ più complicato”. Dal 2010 al 2013 sei stato vice allenatore del Benevento e allenatore della categoria “giovanissimi”. Che effetto fa vedere i giallorossi in Serie A? E’ una squadra abbastanza solida da riuscire a mantenere un buon rendimento per tutta la durata del campionato? “Il Benevento è una delle squadre più solide delle Serie A. Ha una proprietà straordinaria. Ho conosciuto il presidente Vigorito, con questo club ho allenato per un anno in prima squadra e per quattro sono stato responsabile del settore giovanile. E’ una realtà che conosco, una delle più forti della massima serie, per questo non mi stupirei di vedere, negli anni, i giallorossi tra le prime otto del campionato”.

Un pronostico sul Derby della Madonnina di sabato? “Il Milan è una squadra che mi piace molto, con una rosa ricca di giovani e italiani. Avevo già visto giocare nel ruolo di centrocampista Gabbia, che adesso i rossoneri hanno riportato tatticamente dietro, così come il figlio di Maldini, che a 14 anni ancora non giocava titolare, ma che già allora aveva potenzialità enormi. Poi il Milan può contare su Calabria, Donnarumma, ecc. Mi piace molto la filosofia dei rossoneri. Se dare un pronostico, credo io debba basarmi sull’aspetto principalmente tecnico delle squadre, dal momento che mancherà il fattore emotivo del tifo. Se devo scegliere la favorita, dico Inter”.

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