I conti di Ibra tornano, ma a Cagliari non ha vinto da solo: il 4-4-2 è la soluzione giusta con gli uomini giusti

I conti di Ibra tornano, ma a Cagliari non ha vinto da solo: il 4-4-2 è la soluzione giusta con gli uomini giusti

Cagliari-Milan 0-2, l’analisi post Sardegna Arena

di Redazione DDD

di Mattia Marinelli –

Ingiusto parlare solo di Ibra e ricondurre tutto solo a Ibra. Il Milan ha giocato da squadra nel momento, fra i tanti, più delicato della stagione. Il Cagliari aspettava il Milan, aveva recuperato Pisacane, aveva il dente avvelenato per le ultime sconfitte, aveva lo stadio tutto esaurito. Proprio come l’Atalanta aspettava il Milan prima di Natale, ne più ne meno…Ma oggi in campo contro i padroni di casa c’era una squadra, con i suoi singoli e con il suo collettivo, con la sua compattezza e il suo punto di riferimento.

Non solo Ibra, perchè il secondo tempo di Kessie, Bennacer e Castillejo è stato enorme: per la verità Castillejo aveva anche fatto un gran primo tempo. Bene anche la difesa rossonera, con i rischi corsi da Donnarumma ridotti ai minimi termini. Non è facile vincere autorevolmente a Cagliari e il Milan lo ha fatto con una prestazione rotonda, piena, in controllo. Ibra è andato oltre le aspettative: assist, letture, gol, senso della posizione, il massimo risultato con il giusto sforzo, non quello minimo ma quello più calibrato.

Leao è andato forte per 70 minuti, poi ha avvertito la stanchezza. Nel 4-4-2 rientra nella mischia Ante Rebic. E’ bello per il Milan uscire dalla Sardegna Arena con le stesse sensazioni, che sembravano dimenticate, di Bologna. Mai due punte del Milan avevano segnato nella stessa partita, in questa stagione. E’ accaduto e continuerà ad accadere, fino a che Ibra terrà il campo e terrà le redini del gioco come ha fatto a Cagliari. L’ultima volta che Zlatan aveva giocato a Cagliari risale al dicembre 2011: risultato, Cagliari-Milan 0-2. Lo stesso di oggi. I conti tornano.

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