Milano, è countdown derby: San Siro, come stai? Il silenzio del vecchio Moloch nella settimana delle porte chiuse…

Lo stadio milanese “sonnecchia” in vista di Inter-Milan

di Redazione DDD

Si parla molto di Covid e poco di San Siro, nella settimana del derby. Nessuno rievoca le grandi notti dei derby milanesi, perchè quelle erano notti da sold out. Con le porte chiuse, o semi-chiuse come nel caso dei 1000 di Inter-Milan, uno stadio in fondo vale l’altro. Anzi, tanto più è sacrale e vasto lo stadio maggiore è il rimpianto per quel che sarebbe potuto essere “con” il pubblico, “con” la gente di San Siro, “con” il grande cuore di Milano rappresentata e diviso in due per il derby. San Siro padrone di casa, ma non protagonista. E con lo stadio destinato alle porte chiuse chissà ancora per quanto tempo, spicca ancora di più il silenzio dell’ippodromo del Trotto, ormai dismesso, ormai vuoto, ormai lontano dalle mitiche “riunioni” pomeridiane degli anni Ottanta e Novanta.

Qui si sarebbe dovuta ritrovare la Curva nerazzurra per entrare al derby….

San Siro assopito, San Siro “disturbato” solo dal vociare di alcuni giovanetti che trascorrono il mercoledì del derby a scherzare e prendersi in giro in gruppo. Qualcuno accende i riflettori esterni allo stadio: prove tecniche? Il prossimo non sarà certo l’ultimo derby a San Siro, ma San Siro lo sa: quando la Milano post Covid dovrà rialzare la testa, dovrà dare lavoro a tante persone e costruirne uno nuovo di stadio. E allora il silenzio di questa settimana diventerà il silenzio del riposo eterno del guerriero. Ma per il momento è sempre da me che dovete passare, sembra sussurrare il vecchio Moloch che vuole continuare ad essere l’ombelico di Milano anche in settimane come questa…

Di solito le coreografie rossonere al derby entravano da qui…

 

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