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LAZIO-ROMA IL DERBY DELLA...SUA...MOLE

Onda su Onda, ciao Gian Piero

Onda su Onda, ciao Gian Piero

Galeazzi è diventato personaggio grazie alla tv, ma non ha mai dimenticato di essere un cantastorie

Redazione DDD

dalla pagina Facebook di Roberto Beccantini -

Ci fece camminare sull’acqua al ritmo degli Abbagnale. Entrò nelle nostre case, passando dagli spogliatoi di tante squadre, ora festose ora seriose (oggi, fortini blindatissimi). Gian Piero Galeazzi ci ha lasciato a 75 anni, vinto dal diabete. La storia del giornalismo lo accoglie con tutti gli onori. Ci si incontrava spesso, fra un’Olimpiade e una partita di campionato. Romano di origini novaresi, lo sapevo fervente laziale. Le sfide con la Roma erano i derby della mole (la sua): glielo dissi, sorrise («a Robé»). E’ stato la voce e il microfono della Rai, ha accompagnato e raccontato lo sport, meglio: gli sport, con una passione che sapeva arrampicarsi in vetta senza trascurare le attese, le mezze stagioni, le cadute. Non urlava sempre: urlava quando glielo suggeriva la fatica dei protagonisti, il sudore abbinato alla tortura del traguardo.

Giornalista di stazza e spada, diventò «Bisteccone». Rideva «con» noi, mai «di» noi, felice di essere quello che era, un cantastorie che cercava uno stile, attento a non scivolare sulla buccia del narcisismo esasperato ed esasperante. Gli piaceva piacere, ma non dimenticò mai di restare persona, anche quando la televisione lo rese personaggio. L’ultima, straordinaria, intervista non la fece. Gli fu fatta, da Giancarlo Dotto, e uscì sul «Corriere dello Sport-Stadio» nell’agosto scorso. Si celebrava l’estate d’oro dello sport italiano, post Europei di calcio e post Giochi di Tokyo. Pane al pane. Dava i voti, persino a Giovanni Malagò: «C’ha un culo grande così, ma si merita tutto». Bordocampista a caccia di emozioni. Capace di intervistare Diego Maradona e di fargli intervistare i compagni. Era un modo, fu una moda. Canottaggio, tennis, calcio, Domenica sportiva e Domenica In, persino una puntata a Sanremo. Laureato in economia, era stato campione italiano di canottaggio. Assolto, per aver «commesso» il fatto. Onda su onda, Gian Piero. In tv, nella vita: sempre.

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