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River e Boca, ok il derby dei diritti umani: con le donne di Plaza de Mayo e i desaparecidos

River e Boca, ok il derby dei diritti umani: con le donne di Plaza de Mayo e i desaparecidos

River e Boca hanno firmato un accordo storico con le Nonne di Plaza de Mayo per riaffermare il loro impegno nella ricerca dei nipoti ancora dispersi dall’ultima dittatura militare argentina (1976-1983)

Davide Capano

Non è la prima volta che Rodolfo D’Onofrio e Jorge Ameal si presentano insieme in modo pubblico, lottando per interessi comuni. Ma questa volta, al di fuori del calcio, i presidenti di River Plate e Boca Juniors hanno preso parte a Buenos Aires a un evento nell’Edificio de Abuelas Plaza de Mayo, nell’Espacio Memoria y Derechos Humanos, impegnandosi a rafforzare gli aiuti e intensificare la ricerca di quei nipoti ancora dispersi (circa 300) nell’ultima dittatura militare in Argentina.

Entrambe le società hanno firmato mercoledì un accordo per riaffermare il loro impegno e collaborazione, accompagnate da Estela Barnes de Carlotto, responsabile di Abuelas, Associazione Civile Nonne di Plaza de Mayo, organizzazione per i diritti umani argentina che ha la finalità di localizzare e restituire alle famiglie legittime tutti i bambini sequestrati e desaparecidos. “È fondamentale quello che stiamo facendo oggi. È fondamentale che stringiamo la mano a tutti coloro che ci hanno accompagnato e a quelli che continuano ad accompagnarci e in questo caso il calcio. Ci lasciano con l’anima piena, perché è un passo avanti, un esempio per la società. Siamo in un atto esemplare per la società tutta: River e Boca e, in mezzo, le Nonne”, dichiara un’emozionata Estela.

Poi il presidente del River D’Onofrio ha preso la parola: “Uno nella vita ha una presa di posizione ed è l’impegno per i diritti umani e la ricerca dei nipoti. Personalmente mi identifico con questa causa e con tutti coloro che permettono di porre fine all’orrore. Bisogna ricordare. Qui a pochi isolati di distanza si sono svolti i Mondiali mentre qui la gente veniva uccisa e non si sapeva cosa stesse succedendo. Come argentini dobbiamo stare sempre insieme. Per il bene del calcio, per cause come queste, dobbiamo esserci sempre. Siamo due locomotive. E queste due locomotive devono stare con la gente, per realizzare una società migliore”.

A seguire l’intervento del numero uno xeneize Ameal: “Sono chiamato dalla vita, dai sentimenti. Ho amici scomparsi, nipoti, dobbiamo stare molto attenti al negazionismo. Il nostro impegno deve essere permanente e noi, dalle nostre istituzioni possiamo fare molto, perché c'è una stampa che cerca di nascondersi. Abbiamo l’obbligo di tenerlo a mente. L'ideologia dei diritti umani ci fa molto bene”.

Per chiudere si è rivolto ad Estela: “Sei la vita, se non fossi esistita non sapremmo cosa è successo. Le Nonne sono eterne, siamo tutti, milioni per continuare la lotta. Quello che è successo non ci deve mai più succedere, chiameremo tutti a continuare a lavorare. Promettiamo di approfondire la questione, dobbiamo educare, la gente ha bisogno di capire cosa è successo”.

Intanto Abuelas si è già impegnata per fornire materiale educativo e pedagogico per la formazione sui diritti umani per i membri e per formare il personale di entrambi i club.

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