Sofia, il derby dello stemma: attacco del CSKA 1948 al CSKA Sofia “Difenderemo il simbolo con il nostro sangue”

Toni durissimi nella rivalità tra CSKA Sofia e CSKA 1948: il derby cittadino dello scorso 7 agosto, sul campo, era finito 2-2

di Redazione DDD

Il CSKA Sofia, secondo in classifica con 11 punti nel campionato bulgaro dopo 5 giornate, a un solo punto dalla vetta, e avanti di 5 punti rispetto agli “scissionisti” del CSKA 1948, ha annunciato un attacco al logo del club. Il club dell’esercito lo ha fatto attraverso il proprio sito web ufficiale, accennando alla sua provenienza, con un chiaro riferimento, e con parole molto dure, proprio al CSKA 1948, con un attacco che arriverebbe”dagli impostori senza stadio e senza pubblico, creati artificialmente per dividere la comunità dell’esercito”.

Ecco la nota integrale del CSKA Sofia, rivolta ai tifosi del club: “Vi informiamo che c’è un nuovo tentativo di contaminare l’emblema del CSKA. L’emblema, che ufficialmente e secondo tutte le regole e le leggi in questo paese appartiene al CSKA. Non vogliamo ricordare ancora quali vicissitudini e procedure abbiamo attraversato, quali fondi e risorse abbiamo investito affinché l’emblema tornasse al suo posto originale e legittimo, vale a dire – allo stadio dell’esercito bulgaro, che brillava luminoso sul petto dei nostri calciatori. Il tentativo di attaccare e calpestare bruscamente tutti i valori legali e morali non vi sorprenderà. Non vi sorprenderà da dove viene. Sempre dagli impostori senza stadio e pubblico, creati artificialmente per dividere la comunità militare. Anche in questo caso i gentlemen moralisti hanno trovato nei regolamenti alcuni motivi, cavilli procedurali e virgole per presentare all’Ufficio Brevetti della Repubblica di Bulgaria la loro ridicola richiesta di cancellazione della registrazione del simbolo e del marchio di proprietà del nostro club.

Vi informeremo a tempo debito su come combatteremo e su come vinceremo questa nuova battaglia. Vogliamo assicurarvi che il nostro club difenderà pienamente i suoi interessi, guidato dalla fede del pubblico dell’esercito. Difenderemo l’emblema anche con il nostro sangue”.

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