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GIUSTO PER INTENDERSI

Agenti o proprietari: l’emblematico caso Kessie

Il rigore di Kessie a Genova  (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Nel silenzio delle norme gli agenti portano avanti pratiche che, in altri ambiti, verrebbero equiparate ad altro...

Redazione DDD

di Max Bambara -

La notizia non è ufficiale, bensì ufficiosa, in quanto viene riportata dalle principali agenzie di stampa sia italiane, sia spagnole. Frank Kessié, nella prossima stagione, giocherà nella Liga spagnola, con la maglia del Barcellona. Il giocatore dovrebbe firmare un contratto di 5 anni a circa 6,5 milioni di euro netti ed il suo agente Atangana dovrebbe percepire una commissione di 10 milioni di euro. Il Milan non è rimasto turbato da questa notizia perché, ormai da parecchio tempo, si era preparato all’addio del suo centrocampista. Si tratta indubbiamente di una separazione non indolore dal punto di vista tecnico, perché l’ivoriano è uno dei giocatori cardine della squadra di Stefano Pioli, nonché uno dei leader dello spogliatoio. Al netto di tutto però, la società rossonera ha ritenuto di fare una valutazione complessiva dei pro e dei contro, rimanendo fedele alla propria politica gestionale, senza varare deroghe a favore del suo numero 79. Bisogna infatti prendere atto del giudizio tecnico che il Milan ha del ragazzo. Per il Milan Kessié è un ottimo giocatore, un mediano con piedi educati ed in possesso di grande fisicità. Non è, però, un giocatore determinante dal punto di vista tecnico. A giudizio del club non stiamo parlando di un top player. Finora, il giocatore originario della Costa d’Avorio ha avuto soltanto una stagione ad altissimi livelli di rendimento (l’annata 2020-2021). Il suo rendimento non eccelso nell’ultima annata non è coinciso con un indebolimento del Milan che, invece, continua ad essere competitivo. In soldoni, per usare una frase di Paolo Maldini, riportata qualche tempo fa da un noto giornalista esperto di cose rossonere, “Kessié non è mica Rijkaard”.

 Insieme: Fondazione Cruyff, Ruud Gullit e Frank Rijkaard

Il Milan dal punto di vista tecnico sa di avere già sostituito l’ex centrocampista dell’Atalanta. L’esplosione di Sandro Tonali, divenuto in breve tempo uno dei perni della squadra, ha risolto il problema del giocatore che occupa la posizione davanti alla difesa, garantendo l’uscita della palla e una buona interdizione in fase difensiva. Tonali è una certezza ormai per il Milan e, grazie a ciò, il Milan può guardarsi intorno provando ad individuare un profilo alternativo a quello dell’uscente Kessié, ma con caratteristiche più offensive. Va poi analizzata la vicenda dal punto di vista meramente finanziario ed economico. Si continua a dire che il Milan ha perso di nuovo un giocatore a costo zero, eludendo il problema di fondo che i vertici del calcio mondiale si rifiutano di affrontare. Kessié, a quanto abbiamo appreso dai principali quotidiani italiani, va al Barcellona perché il club catalano ha accettato di riconoscere una maxi-commissione di 10 milioni di euro al suo agente Atangana. Esattamente come il PSG che, un anno fa, ha accettato di riconoscere una maxi-commissione di 20 milioni di euro a Mino Raiola per aggiudicarsi le prestazioni sportive di Gigio Donnarumma. Tutto ciò, in assenza di norme precise, viene tollerato dalla FIFA e dall’UEFA in quanto rientrante in ciò che non è illecito. Trattasi, tuttavia, di una sorta di scambio di ruoli perché alcuni agenti si fanno pagare il cartellino dei giocatori pur non essendone i proprietari e portando così, fuori dal sistema calcio, risorse importanti e cospicue. Il Milan in questi due anni non ha accettato di riconoscere questo tipo di pratiche. Coi soldi che avrebbe dovuto dare ai procuratori di Donnarumma e Kessié (circa 30 milioni di euro), il Milan ha acquistato i cartellini di due giocatori che possono giocare al posto loro e che non sono gestiti in maniera strumentale dai propri agenti. Tonali è costato 17 milioni di euro; Maignan è costato 15 milioni di euro. Diventa lecito chiedersi fino a quanto i vertici del calcio mondiale accetteranno questa pratica, assolutamente legale dal punto di vista formale, ma inaccettabile dal punto di vista sostanziale. Ai posteri l’ardua sentenza direbbe il Manzoni. Nell’attesa, il Milan va avanti per la sua strada, fiero del proprio cammino che, in due anni e mezzo, gli ha permesso di ritornare competitivo ai massimi livelli della Serie A, risanando il proprio bilancio e investendo in maniera oculata su giocatori il cui cartellino è di proprietà esclusiva del club e non di terzi parti invisibili. Tutto ciò è stato possibile soltanto grazie a questa politica seria e rigorosa, non incline al compromesso con gli agenti sulle maxi-commissioni e indisponibile a strapagare i giocatori oltre il loro reale valore di mercato.

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