Alfredo Pigna, Nestore Morosini, Angelo Caroli: il grande sport saluta i grandi uomini

I lutti dello sport

di Redazione DDD

analisi Facebook di Roberto Beccantini –

Dopo Angelo, Nestore. E’ una staffetta amara, dolorosa in cui ci si passa il testimone e in cui, i più fortunati, fanno da testimoni. Con Angelo Caroli ho lavorato a «Tuttosport», con Nestore Morosini, colonna del «Corriere della Sera» e non solo, mai nella stessa squadra, epperò mai così lontano da non apprezzarlo e invidiarne l’approccio, fin dai tempi in cui – lui pesarese, io bolognese – si discuteva di canestri e di campanili. Ho letto il suo libro, «Quando ci divertivamo con il pallone e la Formula 1», una storia di piccole storie, un album di aneddoti colti sul posto e non di rimbalzo. Mi sono divertito. In fin dei conti, per un giornalista, il marciapiede resta, e sempre sarà, l’università più severa, là dove si interroga e ci si interroga, e dalle risposte molto dipenderà, della vita e del mestiere.  Detto che Nestore era della stessa pasta di Piero Dardanello e che insieme, attorno a un’Italia-Polonia dell’alba bearzottiana, diedero il buco a tutti, me compreso, sulla volontà buticchiana di un clamoroso e fragoroso scambio fra Gianni Rivera e Claudio Sala, scambio che, proprio per quella «soffiata», si ridusse a una nuvola di polvere (da sparo, però), penso di aver reso l’idea.

Scomparso anche Alfredo Pigna, oltre a Morosini e Caroli di cui scrive Roberto Beccantini

Con Nestore capitai un giorno a Quarrata, nel pistoiese, ospiti a un simposio organizzato da Gianluca Barni, promotore dell’associazione «Quelli che sono nati con i servizi della DS di Beppe Viola», roba da reduci o giù di lì. Eravamo una settantina. Si parlò a ruota libera, di Ferrari e agnelleria varia.
In memoria di un collega, il rischio di scivolare sulla buccia dell’enfasi è sempre in agguato, e spesso la penna, pur cauta, ci casca. Ma tant’è. I giovani non si preoccupino, ricordare il passato non significa trascurare il (loro) futuro. Significa, semplicemente, segnalare a chi ama questo mestiere chi lo fece amare. Tutto qui.

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