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ITALIA-SVIZZERA 1-1

Azzurri, il rigore certo: ma anche altro…

ROME, ITALY - NOVEMBER 12:  Domenico Berardi of Italy competes for the ball with Ulisses Garcia of Switzerland during the 2022 FIFA World Cup Qualifier match between Italy and Switzerland at Stadio Olimpico on November 12, 2021 in Rome, Italy . (Photo by Claudio Villa/Getty Images)

A Belfast, dunque. La culla di George Best. Nel ‘58, proprio bene non ci portò.

Redazione DDD

analisi Facebook di Roberto Beccantini -

La differenza non l’ha fatta nessuno, questa volta: nemmeno il gioco. E così, Italia-Svizzera 1-1. Per il Mondiale «diretto» si decide lunedì: noi in Irlanda del Nord, loro in casa con i bulgari. Partita agra, come la vita di Bianciardi, consegnata alla storia dai rigori di Jorginho: a Basilea, glielo parò Sommer; all’Olimpico, senza «saltello», alto. Tipo il Divin Codino a Pasadena. Spintarella di Garcia a Berardi, gita di Taylor al Var. Eravamo all’89’, in piena zona cassazione. Occhio alla penna. Per una ventina di minuti, solo Svizzera. Grandi folate a sinistra, la corsia di Chiesa e Di Lorenzo, con Okafor lesto a imbeccare il «rimorchio». Come sul gol di Widmer. Rose decimate - più Yakin che Mancini, comunque - e una Nazionale strana, macchinosa, arida al centro (Belotti, grigio) e avara sulle ali (Insigne, Chiesa). A metà campo, là dove regnava Zakaria, Locatelli non replicava le magie di giugno, Barella girava in folle e Jorginho soffriva il disturbo di Shaqiri.

 (Photo by Claudio Villa/Getty Images)

(Photo by Claudio Villa/Getty Images)

Gli errori di misura complicavano le vie di accesso. Si viveva di episodi, di Sommer: mezzo miracolo su Barella, mezza papera su Di Lorenzo, fin lì timido e confuso. La Svizzera giocava semplice, di ragnatela e di ripartenze, fisica e mai passiva. Nella ripresa, gli ingressi di Tonali e Berardi, al posto del Gallo, offrivano più birra, più dribbling. Sommer murava un Insigne nebbioso, Chiesa occupava tutte le caselle dell’attacco, senza però accenderle, o accendersi. Raspadori era l’ultimo giro di roulette. Fino al dischetto di Jorginho e a una gaffe di Donnarumma, «salvato» da Bonucci. Certo, il penalty pesa. E tanto, pure. Ma trovo che il pareggio sia giusto. Non dico che la Svizzera ci abbia rubato l’idea: ci ha provato.

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