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RESTANO JOAO PEDRO E PAVOLETTI

Cagliari, c’era una volta lo spogliatoio…

CAGLIARI, ITALY - DECEMBER 18: the supporters of Cagliari during the Serie A match between Cagliari Calcio and Udinese Calcio at Sardegna Arena on December 18, 2021 in Cagliari, Italy. (Photo by Enrico Locci/Getty Images)

Piattaforma indispensabile per raggiungere qualsiasi bersaglio, al di là di qualche individualità top, il gruppo pare di una fragilità disarmante

Redazione DDD

analisi di Mario Frongia per Calciocasteddu.it -

Simone PadoinFabio Pisacane e Radja Nainggolan. Un po’ prima, Marco StorariBruno Alves e Marco Borriello. Nessun tifoso del Cagliari scorda questi nomi. Forse, dimentico qualcuno. Ma è certo che nello spogliatoio rossoblù, e prima nelle rispettive squadre, hanno avuto un ruolo. Preciso e puntuale. Con una leadership capace di dare un’indicazione anche ai compagni più distratti, fragili, meno competitivi. Adesso, ci provano João Pedro e Leonardo Pavoletti. Ma la deriva è evidente: in tanti scrivete che all’interno della rosa le cose si siano deteriorate. Vero, falso, mezzo e mezzo? Il campo, al di là di chi, quando e come, dice che le cose non vanno bene. Per niente. Anche perché se tra i top player, o supposti tale, c’è chi sta pensando a salvare la pelle e l’ingaggio, o magari ad andar via al più presto per trovare opportunità più gratificanti e danarose di quelle che riserva la lotta per non retrocedere, il resto del gruppo soffre, annaspa e si sta perdendosi per strada.

 (Photo by Enrico Locci/Getty Images)

Intanto, per stare all’attualità vanno fatti i complimenti a JP10 Pavoloso. Protagonisti in modo diverso, in campo e nel lavoro settimanale, nel provare a tenere coeso il gruppo, giovani ed esperti, con la valigia in mano o pronti a lottare. João e Leo hanno mostrato attaccamento e rispetto per i tifosi. Anche andandoci a parlare, nonostante gli insulti da entrambi immeritati, nel dopo 0-4 per l’Udinese. Ecco, la cifra umana e professionale oltre quella tecnica. Un brasiliano (che la news della nazionale italiana non sia stata così calda e propizia nel portare benessere al capitano, è storia da non scordare) e un livornese. Con il rossoblù addosso. JP, con il Toro alle spalle, proposto a giugno per circa 15 milioni. Il mercato ha detto no. Il bomber marinaio, messo in vendita e in disparte da Di Francesco su input della presidenza, vogliosa di cancellare o almeno ridiscutere uno stipendio oneroso. Eppure, entrambi sono lì. A combattere. Meglio sostenerli. Per riandare al passato, sono esempi eclatanti le voci di StorariBruno AlvesPisacaneBorriello e Padoin. Il portiere che ha vinto tutto alla Juve e ha scelto di venire nel Cagliari appena retrocesso, è stato vigoroso nel rispondere e indicare la porta al numero uno, entrato nello spogliatoio dopo una pessima sconfitta a Empoli. Il messaggio fu di grande utilità al gruppo guidato da Massimo Rastelli, capace di battere in rimonta nel match successivo il Sassuolo 4-3. Di Simone Padoin c’è ancora da mangiarsi le mani. Inutile ricordare titoli ed esperienze: se hai giocato con Buffon e PirloTevez e PogbaBonucci e VucinicGrossoVidal Del Piero, hai poco da imparare. E saper stare in uno spogliatoio è la prima portata del menu. L’ex Atalanta e Juve ha anche comprato casa a Cagliari. E avrebbe accolto con piacere una proposta per stare nel settore giovanile rossoblù. Ma l’eleganza e l’onesta, in non cercare scorciatoie e manipolazioni, sono merce rara ed evidentemente poco apprezzata se si hanno altri valori.

Di Fabio Pisacane c’è poco da aggiungere. Hombre vertical per mezzo mondo del calcio – invitato dalla Fifa all’amichevole delle Leggende con Ronaldo il fenomeno, Van BastenMaradonaMaldini – al Cagliari è sempre stato anche una sorta di equilibrato, leale ed efficace ambasciatore tra i vari gruppi di diversa nazionalità. Con oltre 150 presenze e quattro reti – una decisiva a Donnarumma per la vittoria sul Milan che valse l’undicesimo posto al Cagliari di Rastelli – lo scorso anno gli hanno indicato la porta. E la 131 con direzione Olbia: si dice che il patron gli abbia detto che per settantamila euro sarebbe stato titolare con i galluresi! Se è vero che la riconoscenza è merce rara, per l’attuale patron è proprio inesistente. Nel Cagliari, dal post Rastelli in poi, il caos è ordinario. Anche con LopezMaran e ZengaPisacane è stato prezioso mediatore in numerosi passaggi critici. Eppure, l’ha silurato. Borriello? Inutile rimarcare che pur nella sua strabordante personalità fosse prezioso – se fai gol anche giocando male, fai vincere e guadagnare tutti e pazienza se non sei simpaticissimo – e utile quando le cose si sono messe di traverso. Del difensore lusitano c’è poco da sottolineare: praticamente fuggito dal Cagliari, ha giocato in Scozia e almeno altre due stagioni dignitose a seguire con il Parma. Ad Asseminello dettava indicazioni sagge. Ma non tollerava intrusioni da chicchessia. Una posizione che per la società non poteva passare inosservata. Guadagnava tanto? Se si pensa quanti soldi sono stati sperperati (basti dire che al suo sostituto Andreolli, l’ex Inter, giunto con evidenti problemi fisici, ha avuto circa un milione di euro!) ai torna alla base. Di Radja rimane lo sgarbo inaudito: il patron l’ha tenuto alla corda per poi mollarlo che neanche con un esordiente sconosciuto!. Manca la prova contraria ma averlo avuto a bordo, anche al lordo di una vita sregolata, qualche punto l’avrebbe determinato. Inoltre, Nainggolan avrebbe avuto un senso anche senza giocare sempre da top player. E sarebbe stato riferimento di peso anche dalla panca, negli allenamenti, per gli avversari e gli arbitri. Negarlo è assurdo.

Un presente in salita. Adesso, il gruppo è stordito, insicuro, debole. E quando gli avversari sentono odore di sangue, tutto si complica. Samp Marassi per l’Epifania, tre giorni e arriva il Bologna di Mihajlovic, quindi all’Olimpico per la Roma di Mourinho. Infine, la Fiorentina in casa. Il cartellone è nutrito. Fatta la conta tra chi viene cacciato/messo in vendita dopo Godin Caceres, la quasi certa partenza di Nahitan Nández (l’accordo con l’Inter pare chiuso) e l’addio di Strootman (ancora in convalescenza dopo l’intervento chirurgico), ci sarà da provare a cucinare l’ennesimo miracolo per stare in A. I nomi che girano per rinforzare il roster sono da confermare. Ma sarebbe eccellente catturare quanto prima gente pronta, esperta che abbia voglia di sposare la causa.

 

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