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INTER OK, MILAN NO A PORTO

Champions League: Inter ancora dentro, Milan quasi fuori

MILAN, ITALY - OCTOBER 19: Milan Skriniar of FC Internazionale battles for possession with Sebastien Thill of FC Sheriff Tiraspol during the UEFA Champions League group D match between FC Internazionale and FC Sheriff at Giuseppe Meazza Stadium on October 19, 2021 in Milan, Italy. (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Inter-Sheriff 3-1 e Porto-Milan 1-0

Redazione DDD

analisi Facebook di Roberto Beccantini -

Inter ancora dentro, Milan quasi fuori. Sono indizi che piacerebbero ad Agatha Christie. Il calcio, già: metà riffa e metà scienza, con i pronostici in perenne conflitto. Nel dettaglio: 3-1 dell’Inter allo Sheriff che aveva sbancato 2-1 il Bernabeu; 5-0 del Real allo Shakhtar che aveva bloccato l’Inter sullo 0-0. Eppure siamo in Champions: o proprio perché lo siamo? Al Meazza c’è partita perché l’Inter, sotto porta, non è proprio il Buffalo Bill dei circhi belli, e finché Celeadnic para e gli «sceriffi» riescono a liberare i «cavalli» di Bruno. Dal bouquet della notte estraggo Dzeko (un gol, un assist), De Vrij (il gol, ma non solo), Perisic (un palo, una traversa), Brozovic e Barella. Di Vidal, in compenso, rete a parte, ricordo poco. Il pareggio di Thill, gran punizione, al di là della distanza e (forse) dei riflessi di Handanovic, è stato ribaltato subito. E questo è un merito. A voler cercare le pagliuzze, prima che diventino travi, quando attacca, l’Inter, lo fa in massa, e agli avversari si spalancano, così, praterie golose. O si aumenta la media realizzativa o si rischia. San Siro ha gradito, comunque. Si chiedeva, ai campioni, di reagire dopo le storie tese dell’Olimpico: buon segno, i recuperi difensivi di Dzeko e Lau-Toro.

 (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Tre sconfitte su tre, l’Europa del Milan è appesa a un filo. A Liverpool, gli andò bene, a prescindere; con l’Atletico, malissimo. Troppo poco, e troppe assenze, per andare oltre lo 0-1 del Porto e il contatto Taremi-Bennacer un attimo prima del gol di Luis Diaz. I portoghesi avrebbero meritato ben altro scarto, aggressivi fin dallo sparo dello starter. Il problema rimane la mira, spesso malinconica come il «fado» della loro terra. Le riserve hanno dato poco a Pioli. Ma anche Leao. E pure Ibra. Un signore, il tecnico: colpa nostra, abbasso le assenze e gli episodi. E’ così che si cresce.

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