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JUVE-LAZIO 3-1

Decimata e incerottata, ma vince sempre la Juve

TURIN, ITALY - MARCH 06: Alvaro Morata of Juventus scores a third goal a penalty during the Serie A match between Juventus  and SS Lazio at Allianz Stadium on March 06, 2021 in Turin, Italy. (Photo by Marco Rosi - SS Lazio/Getty Images )

Tanti assenti, sotto di un gol e rigore negato: così la Juventus tira fuori l'orgoglio contro i laziali...

Redazione DDD

analisi Facebook di Roberto Beccantini -

Il 20 luglio di un anno fa, decimata era la Lazio: vinse la Juventus, 2-1. Questa volta, incerottata era la Juventus: ha vinto comunque, in rimonta, 3-1. E’ stata una partita di quel disordine che avvince, di buona lena, le Aquile subito in cattedra e subito in gol: con Correa, su «assist» di Kulusevski (ma bravo, di suo, a bersi Demiral). Pirlo aveva rinunciato a Cristiano in chiave Porto, scelta che non avrei fatto: al limite, l’avrei anticipata con lo Spezia, martedì scorso, o posticipata a Cagliari, domenica prossima. Cuadrado, al rientro, sembrava in versione cuore con la q. Insomma: una Signora che girava attorno ai cicisbei di turno, e non viceversa.

 (Photo by Marco Rosi - SS Lazio/Getty Images )

Poi è successo un fatto: Massa non ha giudicato da rigore un braccio largo di Hoedt che per me lo era. Ecco: La Juventus ha cominciato a premere, la Lazio a rinculare. Non che i campioni mitragliassero Reina, questo no, ma Morata, d’improvviso, accendeva quel cavallone di Rabiot il cui sinistro pizzicava il portiere sul suo palo. Era la Juventus senza Cierre, disturbata, alla ripresa, da una traversa di Milinkovic-Savic ma poi capace di prove di futuro all’altezza delle emergenze e delle esigenze. Per una notte, al diavolo il torello, e quei ritmi da liscio a lume di candela. Pressing, velocità (di Chiesa) e un centravanti, Morata. Non un centravanti enorme: uno vero. Volata del primo, gol del secondo. E già in precedenza, con una ruleta zidanesca, Chiesa aveva eccitato il destino. Tre minuti dopo, il penalty del raddoppio (Milinkovic-Savic su Ramsey, non proprio banale), trasformato dalla «quarta scelta».

Paradossalmente, la Juventus di domani ha «chiuso» con l’ingresso di Cristiano. Si è rivisto pure Arthur, è uscito un Immobile di nome e di fatto. Szczesny ha tirato giù la saracinesca. Hanno vinto i migliori.

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