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JUVENTUS-TORINO 1-1

Derby di Torino, la brodaglia della Juve

TURIN, ITALY - FEBRUARY 18: Denis Zakaria of Juventus battles for the ball with Mergim Vojvoda and Tommaso Pobega of Torino FC during the Serie A match between Juventus and Torino FC at Allianz Stadium on February 18, 2022 in Turin, Italy. (Photo by Daniele Badolato - Juventus FC/Juventus FC via Getty Images)

La strisciolina di risultati c'è, ma c'è anche il passo indietro

Redazione DDD

analisi Facebook di Roberto Beccantini -

Un derby brutto, senza le rime che lo solcavano in passato, gente che va gente che viene, come in un grand hotel crepato e affollato. L’1-1 premia l’orgoglio e la garra del Toro, che ha cercato di fare la partita, e l’ha fatta sino agli ultimi dieci minuti, quando la Juventus - disattendendo le direttive aziendali, mi verrebbe da dire - si è buttata sotto.

 (Photo by Daniele Badolato - Juventus FC/Juventus FC via Getty Images)

Bravo Juric. E Allegri? Non si pretende il circo, e nemmeno il «giuoco» come lo intendono nei salotti, ma non ci si può neppure accontentare di una simile brodaglia. D’accordo, le assenze: Chiesa, Danilo, la coppia centrale Bonucci-Chiellini e persino Rugani. E così, Alex Sandro stopper con Pellegrini a sinistra. Immagino che l’emergenza difensiva abbia prosciugato le residue scorte di coraggio. Eppure, dopo due parate di Szczesny su Brekalo, la capocciata di De Ligt, su angolo di Cuadrado (un disastro), aveva spalancato ghiotti spiragli. Per carità. Passaggi indietro, titic-titoc, campanili da cartolina e il povero Vlahovic abbandonato ai tentacoli di Bremer, un gigante, tanto che il serbo, piano piano, è finito ai margini della partita prima di uscirne. Impari a marcare.

Il tridente, già. Dybala, un tiro e l’implacabile flessore, tanto da collezionare l’ennesimo cambio, al 53’. Morata, zaini e bombole al largo della vetta. Sbranati. E gli altri: Zakaria, al rientro, il minimo sindacale. Per venire al sodo: una Juventus imbarazzante, se si escludono il portiere e l’olandese.

Non che il Toro abbia tirato di più o meglio. Ma ci ha provato fin da subito, ha reagito al ceffone, ha pareggiato con Belotti, su cross di Brekalo, uno dei migliori con Bremer, ci ha messo il cuore. Sorpreso, immagino, degli scheletri che via via uscivano dall’armadio di Allegri. I risultatisti si attaccheranno al tram della strisciolina, 7 vittorie e 5 pari. Per me, un grave e greve passo indietro. E martedì, il Villarreal.

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