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SULLE ORME DELL'ATALANTA

Il Genoa dei 777 e di Blessin fa fatica in classifica: ma è tornato l’amore fra i tifosi

GENOA, ITALY - MARCH 6: Alexander Blessin head coach of Genoa applauds the supporters after the Serie A match between Genoa CFC and Empoli FC at Stadio Luigi Ferraris on March 6, 2022 in Genoa, Italy. (Photo by Getty Images)

Per il Genoa il 2021-2022 rimarrà sempre nella storia, perché è l’anno che sancisce il cambio di proprietà da Enrico Preziosi alla società 777 Partners.

Redazione DDD

di Niccolò Novello -

Ormai il calcio Italiano è sempre di più terra fertile per le proprietà americane che in passato hanno già investito nella Roma, nel Milan, nello Spezia per citarne alcune. Si può dire che a Genova sponda rossoblu, dopo anni di contestazioni, sia tornato il sereno per tre azioni svolte dalla nuova società: ha acquistato giocatori giovani di proprietà e sfoltito i tantissimi esuberi in rosa. Ha promesso che entro 5-6 anni il Genoa diventerà un club europeo stile Atalanta. Nel momento più critico della stagione dopo la scelta di prendere Shevchenko, hanno ripiegato su un allenatore ambizioso e in linea con le scelte fatte sul mercato come Blessin. Di certo fa davvero impressione vedere quante cessioni sono state fatte nel mercato di Gennaio. L’errore della vecchia proprietà era quello di stra pagare giocatori ultra trentenni, spesso a mezzo servizio per via di infortuni. Tanti di questi sono stati rimpiazzati da giocatori giovani provenienti da campionati esteri come: Amiri (Bayer Leverkusen), Gudmundsson (AZ), Hefti (Young Boys), Frendrup (Bröndby), Ostigard (Stoke City/Brighton). Tutto questo è stato possibile grazie al meticoloso lavoro del nuovo ds Spors, arrivato anche lui come fosse un nuovo acquisto dal Vitesse (Olanda).

 (Photo by Getty Images)

Nel sentiment dei tifosi del Grifone emerge che l’unico vero errore della nuova società è stato quello di mettere sotto contratto Shevchenko, un allenatore sicuramente preparato ma con troppa poca esperienza a livello di club. Infatti l’allenatore ucraino non è riuscito nei due mesi circa di lavoro, a dare un’identità chiara al Genoa. L’impronta sul Grifone senza dubbi l’ha data il tecnico tedesco ex Ostenda, squadra belga, Alexander Blessin che in poco tempo è riuscito ad inculcare nella mentalità dei giocatori una forza e una decisione mai vista prima. Il giocatore che più sta crescendo sotto la gestione del tecnico tedesco è Manolo Portanova (figlio

dell’ex difensore di Genoa e Bologna) che dopo essere stato ai margini con Ballardini ad inizio stagione, ora sta trovando continuità e prestazioni molto positive. Il giovane classe 2000 fornisce tanta corsa e aggressività in un centrocampo che richiedeva le sue caratteristiche, infatti è diventato un punto fermo del presente e lo sarà del futuro con la maglia del Grifone.

Blessin grazie al suo maestro Ralf Rangnick è cresciuto nella mentalità Lipsia: come anche i vari Tuchel e Klopp. Si può intravedere nel suo modo di giocare i principi di altri allenatori che stanno avendo successo in Italia, come: Juric a Torino, Tudor a Verona e soprattutto Gasperini con l’Atalanta; con una differenza macroscopica: lui utilizza 4 difensori anziché i classici tre dei tecnici appena citati. Ovviamente la stagione del club più antico d’Italia non è stata positiva a livello di risultati e prestazione, però dall’arrivo di Blessin e del suo staff l’aria che si respira attorno al Grifone è totalmente diversa rispetto agli ormai dimenticati anni di Enrico Preziosi.

Un elemento fondamentale che contraddistingue il Genoa da sempre, è l’entusiasmo e il supporto dei tifosi, che anche quest’anno hanno regalato cartoline spettacolari chiaramente in casa, ma soprattutto in trasferta: Venezia, e Bergamo su tutte. Il concetto finale è che indipendentemente dalla categoria, il tifoso del Grifone dopo l’arrivo dei 777 ha ricominciato ad amare il Genoa e a riempire con passione Marassi.

 

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