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SENZA 6 TITOLARI...

Il Milan e una panchina sottovalutata

MILAN, ITALY - JANUARY 13: Pierre Kalulu of AC Milan controls the ball during the Coppa Italia match between AC Milan and Genoa CFC at Stadio Giuseppe Meazza on January 13, 2022 in Milan, Italy. (Photo by Pier Marco Tacca/AC Milan via Getty Images)

Il rendimento delle cosiddette seconde linee del Milan non viene valutato nella maniera più oggettiva dalla critica

Redazione DDD

di Max Bambara -

Fra opinionisti e addetti ai lavori va di moda, almeno da un anno e mezzo, un’idea molto precisa sul Milan: secondo quest’orientamento, che possiamo definire maggioritario, la squadra rossonera avrebbe un undici titolare di livello, ma non sarebbe competitiva nelle sue seconde linee. Certamente si tratta di un’opinione legittima, come d’altronde lo sono tutte le tesi espresse con educazione e rispetto. Sarebbe divertente però far notare come quest’idea non trovi riscontri sul campo e, come, con l’andare dei mesi, stia diventando più una lustrina che l’espressione della realtà del campo. Il Milan infatti, numeri alla mano, è la squadra più bersagliata dagli infortuni in quest’ultimo anno e mezzo e, nonostante ciò, ha sempre veleggiato saldo fra la prima e la seconda posizione di classifica. E i giocatori infortunati che sono mancati sono stati quasi sempre giocatori chiave per l’undici titolare di Stefano Pioli. Basti pensare a ciò che è accaduto il 5 gennaio scorso, il giorno della vigilia di Milan Roma, una partita molto importante per l’alta classifica della Serie A. Il tecnico del Milan ha preparato la partita fino al giorno prima con una difesa titolare. Il giorno dopo, di quella linea difensiva, rimaneva soltanto Theo Hernandez. Calabria, Romagnoli e Tomori erano costretti ai box a causa della positività al COVID 19. Il Milan quindi, sia contro la squadra capitolina, sia nella gara successiva contro il Venezia, è stato costretto a scendere in campo con una coppia centrale improvvisata formata da Kalulu e Gabbia (due ragazzi che finora non avevano mai giocato assieme) e senza la cerniera di centrocampo titolare formata da Kessié e Bennacer, in quanto i due erano impegnati in Coppa d’Africa. In totale, considerato anche Rebic, al Milan sono mancati almeno 6 titolari.

 (Photo by Pier Marco Tacca/AC Milan via Getty Images)

(Photo by Pier Marco Tacca/AC Milan via Getty Images)

Nessuno se n’è accorto. Il Milan ha vinto con merito entrambe le partite, segnando 6 reti, producendo tante occasioni e subendo soltanto un gol sugli sviluppi di una palla inattiva. Esempi di questo tipo ve ne sono stati molteplici anche nella scorsa stagione. Basti pensare a come il Milan ha affrontato i preliminari di Europa League, giocando coi giovani Colombo e Daniel Maldini come titolari in attacco rispettivamente contro il Bodo Glimt e contro il Rio Ave. Oppure sarebbe utile fare mente locale su come la squadra rossonera sia stata brava a dare fondo alle proprie risorse d’organico nel febbraio di un anno fa, quando contro il Verona erano più i giocatori indisponibili che quelli arruolabili. Ancora, per rimanere a tempi molto più recenti, sarebbe interessante vedere come il Milan è sceso in campo ad Empoli, con un reparto offensivo decimato, senza Ibra, con Giroud palesemente fuori condizione e con un’intera fascia sinistra d’attacco in infermeria. Orbene, alla luce di tutto questo, è possibile dire che saranno forse meno di grido le seconde linee rossonere, ma di certo nessuno potrà imputar loro scarsa sostanza in termini di rendimento. Perché Florenzi, Kalulu, Gabbia, Krunic, Tonali, Giroud, Messias, sul campo stanno rendendo e chi non lo ha fatto all’inizio (come Messias) è stato semplicemente limitato da un ritardo di condizione. In più, con l’organico interamente a disposizione del tecnico, il Milan ha un giocatore (a scelta dell’allenatore uno fra Rafael Leao e Ante Rebic) che può rappresentare il dodicesimo uomo della squadra. Si tratta di un lusso che, oggettivamente, non ha nessun altro club del campionato. Questa storiella della mancanza di una panchina di valore per il Milan sta, pertanto, diventando noiosa e stucchevole perché, qualora venisse analizzata alla luce dei fatti e dei numeri delle cosiddette seconde linee del Milan, non potrebbe che essere derubricata a vero e proprio pregiudizio.

 

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