Italia-Estonia: Chicco Evani, il diritto di non avere il badante

Roberto Mancini e le “telefonate” per Italia-Estonia…

di Redazione DDD
analisi Facebook di Roberto Beccantini  –
Ricapitolando: era un’amichevole contro l’Estonia, ripeto: l’Estonia, a Firenze e per giunta a porte chiuse. Con Roberto Mancini, positivo al covid, a casa e Alberico Evani, il suo vice, all’opera. Eppure, ho letto sulla Gazzetta e un po’ ho visto, Mancini telefonava a Gianluca Vialli in panchina, con il ponte di Fausto Salsano, e Vialli riferiva a Evani: le mosse, i cambi, gli aggiustamenti. Come se, senza badante, il badato potesse commettere chissà quali negligenze. Come se, senza bussola, Evani non fosse in grado di orientarsi nella giungla dei baltici (ripeto: i baltici)i. E’ quel calcio Nasa che mi fa sorridere, schiavo dei luoghi comuni, fermo alla visione dittatoriale del ruolo.
Alberigo Evani a Firenze (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)
Sia chiaro: così fan tutti, o quasi tutti, ma quel trambusto telefonico da Houston ad Apollo 13 non mi è parso un atto di fiducia nei confronti di Chicco (Evani). Al quale devo, in una domenica lontana del 1989, la punizione che evitò i rigori e pose fine a una delle più noiose partite mai viste, Milan-Medellin 1-0, Arrighetto Sacchi versus Francisco Maturana, tutti insieme appassionatamente in venti-trenta metri, una barba che non vi dico. Anche per questo mi batto per la sua libertà, e per la libertà di tutte le “spalle” chiamate dal destino a lavorare in presenza perché in assenza (del principale).
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