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SQUILLI BIANCONERI

Juventus-Verona 2-0, San Mercato…

TURIN, ITALY - FEBRUARY 06:  Dusan Vlahovic of Juventus scores the opening goal during the Serie A match between Juventus and Hellas Verona FC at Allianz Stadium on February 6, 2022 in Turin, Italy.  (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

La Juve "regge" il tridente

Redazione DDD

analisi Facebook di Roberto Beccantini -

Troppa grazia, san mercato. Era il battesimo di Vlahovic e Zakaria, hanno segnato entrambi. Il serbo, con un lob mancino di pura oreficeria, su assist di Dyabala (e uscita un po’ così di Montipò). Lo svizzero, di destro, su tocco di Morata. San mercato, san tridente. E così: Juventus due Verona zero. Il gol di Vlahovic, un cannibale, ha spaccato l’equilibrio. Il rasoio di Zakaria, uno sherpa, ha evitato che potesse tornare. Stava attaccando il Verona, un Verona spuntato, senza Caprari e il Cholito, nessun miracolo di Szczesny, solo cross smanacciati, ma insomma: premesso che nessuno al mondo può pensare di impossessarsi dell’intera torta per 90’, le fette concesse sembravano fin troppo generose. E Tudor è uno che allena.

 (Photo by Filippo Alfero - Juventus FC/Juventus FC via Getty Images)

Dopo il raddoppio, gioco-partita-incontro. Per un tempo, mi è tornato in mente «lui». Tirava solo Dusan: persino di destro (uhm). Ha 22 anni, è un progetto di grande cannoniere. Un trascinatore. Uno che si sbatte, dà profondità, dialoga. E il resto? Mi è piaciuto Morata versione «spalla», e abbastanza Dybala, versione tuttocampista. Non sono mancati gli errori di misura, né la tendenza a rinculare, ma Allegri ha una lama, adesso, e non solo una corazza. D’ora in poi dovrà rifinire la manovra e renderla più geometrica, più coraggiosa. Importante è tornare a far paura. E, nello stesso tempo, non crogiolarsi nell’incenso. L’Atalanta ha una gara in meno e, dunque, il sorpasso resta una traccia, non certo una sentenza: in vista, soprattutto, del faccia a faccia di domenica.

Il tridente è sopportabilissimo, a patto che si corra e non si lascino praterie fra pressing alto e trincee basse. Sette vittorie e tre pareggi sono una buona base. E, sul piano tattico, meno punti di riferimento si danno, meglio è. Ma per far questo, ricordarsi di Fascetti: deve essere organizzato anche il «casino».

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