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SENZA OBBLIGHI

La grande occasione per i tifosi milanisti

Il Milan Club Pianezza era pronto a fare uno strappo alla regola...

L’ambiente rossonero deve crederci. Nei prossimi tre mesi deve esistere solo ed esclusivamente il campo

Redazione DDD

di Max Bambara -

Il senso dello sport si trova nel concetto di competizione. O meglio nell’esplicazione più ampia ed esaustiva del concetto di competizione. Perché senza la competizione non può esistere lo spirito sportivo. La sconfitta peggiore non può essere la mancata vittoria dello scudetto, bensì la mancanza di quella voglia di credere sino in fondo in un grande obiettivo. Il Milan ha il dovere, a dodici giornate dalla fine, di credere pervicacemente nella possibilità di vincere questo campionato. Deve farlo perché quando il destino ti offre una possibilità, non crederci abbastanza diventa un’onta dell’anima. Il Milan non ha alcun obbligo di vincere lo scudetto. La spada di Damocle della vittoria a tutti i costi può pendere soltanto sulla testa di quei club che hanno trasformato il calcio in una sorta di monopoli per ricchi annoiati (Manchester City, PSG). Per un club come il Milan invece che, da tre anni, ha intrapreso un percorso in cui il rientro nel circolo della competitività è stato improntato sulla sostenibilità finanziaria, l’obbligo della vittoria non può e non deve esistere. Deve esserci tuttavia l’obbligo di crederci, di provare ad andare anche oltre quelle che sono le proprie possibilità, di non lasciare sulla strada niente di intentato. Perché nel calcio, come nella vita, è importante non lasciarsi alle spalle rimpianti di qualsiasi tipo. E quando, fra qualche tempo, tutti noi guarderemo all’indietro e ripercorreremo con la mente la storia di questo campionato, sarà fondamentale tenere libero il banco dei pensieri da qualche “però” di troppo. Quella corsa in più che si poteva fare, la mancanza di lucidità in un determinato momento, una concentrazione ballerina contro squadre meno nobili. Ecco tutti questi “però” non devono avere diritto di cittadinanza nelle menti di chi rappresenta il Milan fuori dal campo ed in campo ed anche, sia consentito dirlo, nella mente dei tifosi.

Tifosi milanisti a Marassi

Perché l’ambiente rossonero ha una grande occasione da cogliere, in ragione della sua particolare sensibilità e di uno spirito di appartenenza che, da sempre, connota in maniera marcata il tifo della squadra milanista. Nei prossimi tre mesi i tifosi del Milan devono fare fronte comune e pensare soltanto al campo, alla partita successiva. Devono crederci, devono sostenere la squadra in ogni istante, lasciando da parte polemiche vacue e concentrandosi soltanto sulla realtà del campo. Per chi sanguina in rossonero non deve esistere il mercato estivo, non ha senso alcuno discutere dei rinnovi di contratto dei giocatori che sono in scadenza, non ci possono essere sprazzi per continuare discussioni accademiche sulla strategia societaria del fondo Elliott. L’orizzonte temporale può e deve essere soltanto il 22 maggio 2022, giorno in cui finisce il campionato. Ci sono dodici partite per credere in un grande obiettivo, un obiettivo che i milanisti meriterebbero dopo tanti anni di magre soddisfazioni, pesanti delusioni ed attese infinite. La squadra non sarà mai un compartimento stagno rispetto all’ambiente milanista. Per ovvie ragioni ne assorbirà gli umori, le speranze, il coraggio, l’ardore, ma soprattutto l’orgoglio di appartenenza. Tutto ciò che non concerne il campo e la prossima partita di campionato, per i milanisti deve quindi diventare superfluo. Bisogna crederci. Crederci e perseguire pervicacemente l’idea di una grande gioia con tutte le energie della mente e dell’anima. L’occasione che si presenta è estremamente ghiotta; non provare a coglierla in tutti i modi sarebbe la peggior sconfitta possibile. L’unica sconfitta che il nostro Milan non merita.

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