Sul podio più alto, Yildiz. Anche perché, come scriveva Pasolini, «ogni gol è sempre un’invenzione, è sempre una sovversione del codice».

analisi Facebook di Roberto Beccantini -

L’acuto del singolo e poi l’orchestra. Non credo che ci sia nulla di male. Era la prima della nuova Champions ed era, per Madama, un ritorno. Da qui un approccio timido, il Psv incerottato e fragile, molto fragile, a palleggiare nella di lei metà campo, tra strappetti (Bakayoko) e tralicci (De Jong). Del Thiaghismo affiorava poco: succede, quando devi cambiare libro (e non semplicemente pagina) e si studia giocando, o si gioca studiando, visto che il mercato, sì, insomma, eccetera eccetera.

Improvviso, l’arcobaleno di Yildiz

Un destro delpieresco. A giro, così angolato da sbaciucchiare il palo. Cambiaso che confonde i batavi, il turco che ne approfitta. Lesto, preciso. Ecco. Si scuote, la Juventus. Nico a destra, Koop sul centro-sinistra, area cicciosa e non più scheletrica. E McKennie. Un vecchio catorcio nascosto in garage, offerto a ogni genere di cliente, e sdoganato al posto di Douglas Luiz. Saranno stati gli allenamenti. Sarà stato boh. Morale: due occasioni, il portiere gli rintuzza la prima e si arrende alla seconda, propiziata da un blitz di Nico Gonzalez e un simil velo di Vlahovic, sui cui piedi non tramonterà mai un «porca vacca».

Juventus v PSV Eindhoven - UEFA Champions League 2024/25 League Phase MD1

Doppietta in sei minuti, dal 21’ al 27’. E, in avvio di ripresa, il terzo di Nico, su palla recuperata da Koop e assist del serbo (!). E’ il 52’: da questo momento, gestione aziendale del gruzzolo fino al pisolo sul 3-1 di Saibari (giusto al 93’). Nel mezzo, tiki-taka dal basso, un po’ di testa al Napoli, ci mancherebbe, e la volontà social-popolare di far segnare Vlahovic. Un’impresa: nonostante gli aiutoni di Koop e Fagioli.

Ricapitolando: bene le fasce (a destra Kalulu-Nico, di là Cambiaso-Yildiz); in progresso l’ex Dea e l’ex Viola.

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