ECCO COSA CAMBIA

Milan, cosa dice il precampionato

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Un Milan in costruzione, per il quale ci sono nodi da sciogliere come la ricerca dell'equilibrio difensivo ma su cui si possono anche coltivare belle speranze
Redazione Derby Derby Derby

di Max Bambara -

Dopo quasi un mese di amichevoli qualche bilancio parziale si può certamente trarre. La prima cosa che appare evidente è come il Milan sia una squadra in costruzione: i meccanismi non sono oliati e la squadra non può ancora giocare a memoria. Naturale d’altronde, visto che Stefano Pioli sembra aver scelto il 4-3-3 come modulo base; spesso, in fase di non possesso, Loftus Cheek si alza per pressare il play avversario, trasformando il sistema in un 4-2-3-1 col “giocatore bilancino”, ma ciò non cambia sostanzialmente l’impostazione tattica scelta dal tecnico emiliano che, sin dalle primissime battute, si è orientato subito su questa strutturazione tecnica: 4 difensori, 3 centrocampisti e 3 attaccanti.

In fase di possesso palla, come al solito, il Milan non tiene posizioni fisse

L’idea di gioco sulla quale sta lavorando il tecnico rossonero è basata su un calcio fatto di rapidità, triangoli nello stretto, accelerazioni improvvise, scambi sul corto per poi giocare sul lungo. Vi è il tentativo di sfruttare al massimo la catena di sinistra usando la sovrapposizione di Theo Hernandez per liberare spazio a Rafael Leao, mentre sulla zona destra dell’attacco rossonero i lavori sono in corso: Pulisic può fare quella posizione (il rigore realizzato su ribattuta contro il Monza nasce da una sua iniziativa partendo da quella zona), ma è probabile che col tempo il giocatore destinato ad affermarsi in quel settore di campo sia Chukwueze, un esterno che ha gamba, strappi importanti, tecnica di base e qualità nel breve. Il suo innesto andrà implementato nel tempo, ma appare ovvio ed evidente come il Milan abbia voluto costruire una squadra su due ali di grande spessore che giocano a piede invertito. La finalità è quella di allargare al massimo il campo, aspetto determinante soprattutto contro tante difese chiuse.

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Ciò che ha limitato il Milan nella scorsa stagione è stato un atteggiamento tattico diverso da parte delle squadre piccole che hanno ormai smesso di attaccare alta la squadra rossonera, preferendo aspettare, fare densità in mezzo al campo e chiudere tutti gli spazi, sapendo che l’undici di Pioli aveva la sua forza esclusivamente nella catena di sinistra. Il Milan 2022-23 ha sofferto terribilmente gli spazi chiusi. Gli arrivi di Pulisic, Chukwueze e Rejinders rispondono perfettamente all’esigenza di alzare la qualità dei passaggi e delle giocate, soprattutto nello stretto. Certo i sincronismi della squadra non sono ancora perfetti e le gambe non girano come dovrebbero, ma siamo ad inizio agosto e non si può pretendere di essere adesso al massimo della forma. Pioli, peraltro, ha aperto alla possibilità di un Milan col 4-2-3-1 che provi a sfruttare al massimo tutto il suo potenziale offensivo. Non è un tema attuale, ma magari fra un mese e mezzo, quando la squadra avrà trovato condizione ed equilibri, potrebbe essere una soluzione valida soprattutto nelle partite in casa contro le piccole, gare in cui risulta fondamentale avere giocatori bravi a saltare l’uomo.

Il dato negativo di questo precampionato è rappresentato invece dai gol subiti: decisamente troppi, almeno uno a partita e spesso dietro i gol presi ci sono stati errori individuali marchiani. Il Milan rischia molto perché tende spesso ad attaccare la palla alta e ciò espone a qualche sbavatura di troppo ma la squadra deve, al più presto, trovare un suo equilibrio difensivo. Una chiosa a parte la merita l’olandese Rejijnders: non sappiamo che campionato farà, ma questo ragazzo sembra appartenere all’aristocrazia del calcio perché ha un’eleganza ed uno stile di gioco che rapiscono l’occhio dell’innamorato di calcio. Questo precampionato rossonero lascia insomma presagire alti livelli di potenzialità della squadra di Stefano Pioli, in ragione anche di un calciomercato che si è dato l’obiettivo di colmare le lacune tecniche e strategiche del Milan. L’ardua sentenza, come sempre, andrà ai posteri, ma al tirar delle somme in quest’estate calcistica si possono coltivare belle e fondate speranze.

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