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I CONTI DELLE MILANESI

Milan e Inter, due situazioni di bilancio molto diverse

MILAN, ITALY - MAY 23: Steven Zhang attends the Serie A match between FC Internazionale Milano and Udinese Calcio at Stadio Giuseppe Meazza on May 23, 2021 in Milan, Italy. Sporting stadiums around Italy remain under strict restrictions due to the Coronavirus Pandemic as Government social distancing laws prohibit fans inside venues resulting in games being played behind closed doors (Photo by Emilio Andreoli - Inter/Inter via Getty Images)

I rossoneri hanno scelto la sostenibilità finanziaria come visione gestionale; i nerazzurri hanno invece optato per la sostenibilità finanziaria più che altro per una mera necessità

Redazione DDD

In una lettera ai tifosi dell’Inter, il presidente Steven Zhang ha voluto rassicurare i tifosi sulla volontà della proprietà cinese di continuare a supportare il club nerazzurro nel prossimo futuro. Quel che colpisce della lettera non sono tanto le rivendicazioni sullo scudetto conquistato, quanto un passaggio nel quale viene fatto cenno a concetti finanziari preminenti. “La nostra priorità, come è sempre stato e come sarà in futuro, è di lavorare per il bene del Club a lungo termine. Dobbiamo essere coraggiosi e resilienti, reagire in modo tempestivo e focalizzarci sui nostri obiettivi, come abbiamo fatto in questa stagione, riuscendo a raggiungere una vittoria storica nonostante tutte le difficoltà. La stabilità e la sostenibilità finanziaria della Società, unita strettamente alla competitività sportiva ai massimi livelli sono i punti focali della nostra strategia”. Orbene, senza dubbio la sostenibilità finanziaria di qualsiasi club è un elemento valoriale prezioso e quasi imprescindibile nel calcio attuale. Tale concetto potrebbe essere facilmente bollato come tautologico se la frase incriminata non provenisse da un presidente, anzi da una proprietà, che in queste anni ha fatto di tutto per non dar seguito alla stabilità finanziaria del club che amministra. L’Inter, legittimamente, ha scelto di perseguire una politica di bilancio molto allegra, gonfiando i ricavi con sponsorizzazioni fantasmagoriche ed alzando a dismisura il monte-ingaggi ed il costo degli ammortamenti. Oggi la strada faticosamente intrapresa dal gruppo Suning non è stata una scelta figlia di una visione gestionale illuminata, bensì una vera e propria necessità, senza la quale il club nerazzurro avrebbe rischiato di portare i libri contabili in tribunale. Non si possono equiparare, come troppo semplicisticamente viene fatto dal punto di vista mediatico, le gestioni Suning ed Elliott in ragione del fatto che, oggi, entrambe le proprietà parlano di sostenibilità finanziaria. Suning è arrivata a questa scelta dopo aver portato il bilancio dell’Inter oltre i limiti della tollerabilità, facendo aumentare a dismisura l’esposizione debitoria del club.

 (Photo by Vincenzo Lombardo - Inter/Inter via Getty Images)

Elliott, invece, sin dal suo primissimo insediamento al Milan (coinciso con la nomina a pieni poteri dell’attuale CEO Ivan Gazidis nel dicembre 2019) ha intuito che l’unica strada per creare valore nel Milan era quella di intraprendere un percorso senza scorciatoie, risanando il bilancio con aumenti di capitale reali, portando ai minimi l’esposizione debitoria (azzerata quella bancaria), evitando plusvalenze fittizie e mettendo un freno alle commissioni, un costo opaco che toglie ai club risorse preziose per portarle nelle tasche di chi, nel calcio, si limita a prendere senza nulla dare al sistema. Per Suning la sostenibilità finanziaria è divenuta obbligatoria dopo una politica di bilancio ballerina; per Elliott è stata, sin dai primordi, la strada maestra. Paragonare le due situazioni non ha senso perché figlie di contesti diversi, di scelte e soprattutto di visioni diametralmente opposte. Liquidare tutto con gli “effetti del COVID” non è soltanto semplicistico; è anche falso perché smentito dalle evidenze dei numeri. Al 30 giugno 2019, il Milan chiudeva il bilancio con una perdita operativa di 146 milioni di euro; l’Inter, contestualmente, ne perdeva soltanto 48. Due anni dopo, al 30 giugno 2021, il Milan chiudeva il bilancio con una perdita di 96 milioni di euro, mentre l’Inter ne perdeva bene 245. Il COVID c’è stato per entrambe le società, ma il Milan si era avviato su un terreno virtuoso che gli ha consentito di attenuare gli effetti del COVID; per l’Inter invece, avviata su una strada da cicala ballerina e non virtuosa, il COVID è stato lente d’ingrandimento su una situazione emergenziale di bilancio che, comunque, sarebbe esplosa a prescindere nella sua complessa criticità.

 

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