MEGLIO PROGRAMMARE CHE...

Milan, investimenti in estate: a gennaio solo occasioni

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Una sessione di mercato in cui cogliere le occasioni

Redazione DDD

di Max Bambara -

L’esperienza ci dice che l’attuale management del Milan considera il mercato di gennaio come un momento di passaggio, nel quale provare a cogliere alcune occasioni, azzardare qualche scommessa, tentare di sistemare qualche distonia che si è evidenziata all’interno dell’organico a disposizione dell’allenatore. Le cifre sono emblematiche e rivelatrici da questo punto di vista. Da quando il binomio Maldini-Massara è diventato il dominus operativo del Milan, il club rossonero ha investito in totale 297 milioni di euro, a fronte di entrate totali per 129 milioni di euro. Al netto delle entrate pertanto il Milan, dal 2019 ad oggi, ha investito per rinforzare il suo organico 168 milioni di euro in sette diverse finestre di mercato. Nelle tre sessioni di mercato invernali, tuttavia, il Milan ha speso soltanto una cifra vicina ai 9 milioni di euro (più precisamente 8 milioni e 875 mila euro), ovverosia poco più del 5% degli investimenti totali effettuati nell’ultimo quadriennio.

Gennaio, l'altro mercato...

Per essere dettagliati nel gennaio del 2020 il Milan ha preso Begovic in prestito per 125 mila euro, Kjaer in prestito secco, Ibrahimovic o parametro zero e Saelemaekers in prestito per 3 milioni e 250 mila euro. Nel gennaio del 2021 il Milan ha preso Mandzukic a parametro zero, Meïté in prestito per 500 mila euro e Tomori in prestito per 600 mila euro. Nel gennaio del 2022, invece, il Milan ha preso Marko Lazetic a titolo definitivo per 4 milioni e 550 mila euro. I numeri ci dicono che questa dirigenza ha concentrato il 95% degli investimenti sul mercato estivo perché ritiene che sia preferibile programmare le spese in quella fase della stagione in cui le possibilità di scelta e di ponderazione dell’acquisto sono maggiormente ampie. La sessione di mercato del mese di gennaio viene quindi considerata come la classica finestra nella quale sistemare qualcosa, senza cambiare nulla di sostanziale o di strutturale. Essere vigili su determinate occasioni che il mercato propone (vedasi ad esempio gli arrivi di Tomori e di Saelemaekers) è molto importante; altrettanto fondamentale però è non farsi attirare da potenziali affari che, in realtà, tali non sono. Inutile quindi aspettarsi follie di mercato nel prossimo mese di gennaio. L’illusione è dolce per sua natura ma, contestualmente, rischia di fare male quando quel secchio d’acqua gelida chiamato realtà si scaglia fragorosamente contro visi fanciulleschi ed ingenui.

MERCATO MILAN ADLI

Può darsi che il Milan faccia qualcosa in entrata (magari un portiere di riserva oppure un giocatore in più nel reparto mediano del campo), ma certamente non ci saranno squilli di tromba o operazioni alla Balotelli 2013 tanto per essere chiari. Il modus operandi della società e di questa dirigenza è molto cristallino; difficile che possa cambiare sulla base degli umori dei tifosi. Anche perché il Milan è assolutamente in linea con il rendimento dell’anno scorso in campionato (ha soltanto 2 punti in meno) ed ha ottenuto la qualificazione agli ottavi della Champions League che, invece, un anno fa gli era scappata. La rosa viene giudicata competitiva sia dalla dirigenza, sia dallo staff tecnico. Semmai l’esigenza del Milan è quella di eliminare la principale criticità che è emersa palesemente in questa prima parte di campionato, ovverosia i troppi gol subiti. Un difetto che non si può sanare andando a comprare Tizio o Caio, bensì soltanto lavorando sulla compattezza fra i reparti e sull’equilibrio di squadra nonché recuperando il prima possibile due giocatori fondamentali per il rendimento del Milan come Mike Maignan e Davide Calabria.

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