Napoli fuori dal calcio e Juve dentro il calcio – Al derby di Milano l’Inter cicala e il Milan formica

A Torino purtroppo non si è giocato, mentre Milano attende fin d’ora il suo derby.

di Redazione DDD

Il Napoli non voleva giocare e non ha giocato, anche a costo di esporre il mondo dello sport a decisioni di altri organismi. La Juventus è rimasta dentro l’ordinamento sportivo e si è presentata in campo. E non è che il mondo del calcio sia fatto di schegge impazzite, è normato da un protocollo certosino congegnato dalla Federcalcio con le massime autorità sanitarie del Paese anche in tempo di legislazione d’emergenza da Covid. Resterei nel calcio e parlerei solo di calcio. Perfettamente comprensibile il panico dei giocatori del Napoli reduci dall’aver giocato con la vera anomalia del periodo: il Genoa. Un caso sul quale si è detto e saputo poco, molto poco. Sappia però il Napoli che, quando inizierà l’Europa League, con due contagiati, non basterà lo statino della Asl quando si dovrà avere a che fare con la Uefa.

Stadium, arbitri in campo ma niente calcio…

La lunga volata verso il derby di Milano inizia con l’Inter cicala e il Milan formica. I nerazzurri hanno così tante scelte e così tanti campioni che, una occasione da gol via l’altra, tanto il gol prima o poi arriva. Che dentro questo o quello, siamo sempre forti. Ed è assolutamente così, ma questo sovraccarico di certezze in qualche caso rischia di ridurre la soglia della fame. Ed è proprio la fame una caratteristica che non può mancare in una squadra di Conte. Il rischio è un difetto di identità e di spirito, cosa che contro la Lazio si è percepita. I biancocelesti avevano il sacro fuoco dopo la scoppola subìta dall’Atalanta ed è così che hanno rimediato e meritato il punto. Ecco l’Atalanta, è proprio quella di Gasperini la squadra che non è mai sazia, al netto delle alternative e delle rotazioni. Ecco perchè in questo momento l’Atalanta è più avanti di tutte.

Nel derby del 17 ottobre, l’Inter si ritroverà di fronte il Milan. Che cerchino ancora di chiamare i giocatori rossoneri i “senza Ibra”, sembrerebbe non tanto irriguardoso ma sostanzialmente fuori luogo. Senza aver giocato contro Liverpool e Bayern Monaco, il Milan si è ritrovato con due difensori contati e senza prime punte, Ma ha fatto tutto: i 9 punti che doveva fare in campionato e la qualificazione ai gironi di Europa League dai playoff, cosa che al Torino di un anno fa e all’Atalanta di due anni fa non era riuscita. Calendario agevole in campionato? Certamente, ma contro gli Spezia e i Crotone di queste settimane il Milan ha avuto grosse difficoltà nelle scorse stagioni, basti pensare a Lecce, Spal, Frosinone, Benevento, Pescara, Carpi e Verona. Segno che se una squadra sta bene e sa cosa fare in campo risolve i problemi, da formichina, anche in caso di emergenze conclamate. E’ quando non si è a posto che si fatica non tutti.

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