PER QUELLA PARTITA AL SAN PAOLO FRA SALERNITANA E JUVE STABIA...

Napoli, qui Salerno: la rivalità c’è ed è nata nel 1994

Napoli, qui Salerno: la rivalità c’è ed è nata nel 1994 - immagine 1
Napoletani all'Arechi, è countdown

Redazione DDD

di Enrico Vitolo -

Due città vicine, anzi vicinissime, e simili in molte cose (cultura e fascino), ma al tempo stesso due città che sanno essere molto distanti quando si parla di calcio. Tanto basta per descrivere, sotto tutti i punti di vista, il legame ma anche la rivalità tra Salerno e Napoli. Due città che da qualche tempo stanno portando in alto il nome della Campania, allargando gli orizzonti meglio dire anche di tutto il sud, ma non dite a nessuna delle due tifoserie di essere realmente felice per i risultati dei cugini. Impossibile. Per l’esattezza dall’estate del 1994 quando la stima reciproca degli anni precedenti si trasformò in rivalità. Una grande rivalità, che oggi è diventata ancora più accesa vista la presenza di entrambe le squadre in Serie A.

La rottura è nata senza neppure sfidarsi

Si, proprio così. Tutto ebbe, infatti, inizio nel corso della finale playoff di Serie C1 che la Salernitana giocò al San Paolo (oggi Maradona) contro la Juve Stabia, momento nel quale una parte del tifo più caldo del Napoli decise di prendere per la prima volta una posizione ben precisa recandosi in occasione del derby nella curva delle vespe con l’idea di spingere la squadra verso la promozione in B (cosa che poi non accadde vista la vittoria dei granata). E così da quel pomeriggio del 22 giugno del 1994 in un attimo le cose cambiarono. Drasticamente. Appena cinquantacinque chilometri da una città all’altra, che spesso nei weekend di vita quotidiana accolgono i loro cugini, ma da quasi trent’anni quando si parla di calcio la distanza diventa clamorosamente molto più ampia. Quasi irraggiungibile.

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Una distanza che sarà ancora più netta, nel vero senso della parola, sabato pomeriggio quando allo stadio Arechi la Salernitana e il Napoli torneranno a sfidarsi in campo. Un po' per ovvie ragioni legate alla classifica e un po' perché sugli spalti, complice le restrizioni per il popolo azzurro, ci sarà quasi esclusivamente spazio per la tifoseria granata. Appunto, quasi. Perché la Salernitana sarà anche una fede che si tramanda di padre in figlio in giro per tutta la provincia, ma vista la sua popolosità che la rende tra le più vaste di tutta Italia tende ad accogliere anche diversi tifosi napoletani che sabato saranno presenti nel settore distinti per vivere da vicino uno dei derby italiani più attesi. Più intensi. Il conto alla rovescia intanto prosegue, ancora poche ore e poi l’attesa finirà lasciando così spazio alle emozioni del campo. Perché toccherà solo e soltanto al campo rubare la scena.

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