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PSG-MANCHESTER CITY 1-2

Parco dei Principi e derby degli sceicchi: barriera e champagne…

PARIS, FRANCE - APRIL 28: Riyad Mahrez of Manchester City celebrates after scoring their side's second goal during the UEFA Champions League Semi Final First Leg match between Paris Saint-Germain and Manchester City at Parc des Princes on April 28, 2021 in Paris, France. Sporting stadiums around France remain under strict restrictions due to the Coronavirus Pandemic as Government social distancing laws prohibit fans inside venues resulting in games being played behind closed doors. (Photo by Alex Grimm/Getty Images)

La Champions non è solo caviale: è anche attesa che arrivi. E se non arriva, prontezza di ordinare qualcos’altro.

Redazione DDD

analisi Facebook di Roberto Beccantini -

Niente circo, al Parco. Hanno deciso gli episodi: una sgrullata di Marquinos su corner di Di Maria, un cross a ricciolo di De Bruyne, una punizione di Mahrez. Il rosso a Gueye ha anticipato di un paio di chilometri lo striscione del traguardo. Per un tempo, ci aveva pensato Neymar. E il Paris Saint-Qatar, pur senza inventare calcio, sembrava padrone della notte. Guardiola, lui, aveva bocciato il centravanti e scelto lo spazio. Non ha vinto per questo. Ha vinto sui dettagli, questi «impostori». Non appena Neymar si è «ritiraro», la squadra l’ha seguito. Del Mbappé bavarese, timide ombre. Idem del «Fideu». Verratti, qualcosina. Florenzi, meglio ma non troppo.

 (Photo by Alex Grimm/Getty Images)

(Photo by Alex Grimm/Getty Images)

La noia era una nebbia ambigua, curiosa: non faceva vedere, lasciava intravvedere. Non un’incursione di Gundogan, non uno slalom di Bernardo Silva. E da capitan De Bruyne, un menù banalotto. Tiri? Uno: di Foden, respinto. Alla ripresa, il City ha continuato ad accerchiare l’area senza riempirla. Parigi non usciva più, non riusciva più. Pochettino non è Allegri e, dunque, non indago. Pep avvicendava Joao Cançelo (così così) con Zinchenko. Non è stata lì, la scossa. E’ venuta dalla riffa delle traiettorie, dal catechismo guardiolesco di passare il tempo passandoselo. Avesse perso, avrei scritto di torello sterile e, sul fronte opposto, di catenaccio furbo. Mi conosco, mascherine. Eupalla ha premiato De Bruyne (tuttocampista di fatto e di censo, sempre) e castigato Keylor Navas. Poi il piazzato di Mahrez, fin lì ornamentale. Sulle barriere che si aprono come il mar Rosso, Cristiano ne sa ormai più di Mosè. E non solo Cristiano. Tira aria di finale Chelsea-City. Perendetelo per una traccia e non, ancora, come un verdetto.

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