derbyderbyderby editoriali Per la Juventus è questione di “stupida sfortuna”: Osimhen spegne i sogni bianconeri nei supplementari

ANALISI

Per la Juventus è questione di “stupida sfortuna”: Osimhen spegne i sogni bianconeri nei supplementari

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L'annata bianconera può essere letta e spiegata solo ricorrendo al misticismo e alla magia: anche ieri un'espulsione imprevista complica i piani della Juve, che rimonta in 10 ma alla fine viene beffata dal suo rimpianto eterno Victor Osimhen
Pietro Rusconi
Pietro Rusconi Redattore 

"Stupida sfortuna" è il titolo della canzone di Fulminacci in gara a Sanremo 2026. Un pezzo orecchiabile e con un testo dolce, tanto da valergli la top 5 nella prima serata del Festival. Il brano parla della casualità e della ricerca di qualcuno  amato nel passato, con l'autore che si scontra e si rassegna alle forze ineluttabili della sfortuna e della gelida paura. In Juventus-Galatasaray, i torinesi hanno subìto solo la violenza ordinaria della prima, rifuggendo volontariamente dalla seconda.

I bianconeri hanno giocato una partita dal grande coraggio, soprattutto quando è entrata in gioco la sorte. Sono 3 espulsioni (Inter e 2 volte Gala) nelle ultime 4 partite per la squadra di Spalletti. Una situazione che paradossalmente, in 2 gare su 3 ha aiutato la squadra a fare uno step in più. Tuttavia, in questa partita questo passo svolto dai bianconeri non è stato sufficiente a portare a casa la qualificazione. Infatti, le reti di Osimhen e Ylmaz nei supplementari hanno vanificato tutti gli sforzi compiuti dalla Juventus per 120 minuti.

Per la Juve adesso c'è la Roma come ultimo ostacolo di un tour de force non andato secondo le aspettative. Il febbraio bianconero ha portato 2 vittorie, 4 sconfitte e 1 pareggio rocambolesco. Tuttavia, non è tutto da gettare al vento per Spalletti. In più di un'occasione la Juventus ha finalmente dimostrato di essere una squadra quadrata e divertente da vedere, come non accadeva da tempo. Anche con l'uomo in meno, i bianconeri hanno saputo tenere testa, provando a giocare per vincere. Per la Juve ora gli obiettivi diventano solo 2: vincere domenica con la Roma e rinnovare Luciano Spalletti.

Il Galatasaray non è mai entrato in campo

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Il 1T di Juventus-Galatasaray ha portato in dote una grande pochezza tecnica e tante interruzioni. Il piano di gioco dei turchi è stato chiaro fin dal principio: perdere più tempo possibile e cercare di bucare la linea difensiva avversaria con transizioni rapide e taglienti. Il primo punto è riuscito a causa di tutti i minuti persi dai giocatori del Gala, che approfittavano di ogni momento buono per rimanere a terra. Il secondo non ha funzionato come previsto. La pressione e l'intensità sono funzionate meno rispetto all'andata, anche per una certa sicurezza di aver ormai raggiunto il traguardo. La poca qualità nelle varie zone del campo è uscita fuori quando i giallorossi dovevano gestire il possesso o cercare delle trame per scatenare la furia di Osimhen contro Kelly e Gatti.

Questa volta il Galatasaray non riesce ad attivare Ylmaz e Sallai per imperversare sulle fasce di Torino. Tuttavia, l'ala turca anche questa volta è protagonista dell'espulsione di un difensore bianconero, dell'assist per il 3-1 e della rete del 3-2 definitivo. La sensazione è che la squadra pluricampione turca abbia goduto molto dell'effetto sorpresa all'andata, rivelandosi una squadra monodimensionale al ritorno. La rete di Osimehn è frutto di una combinazione di errori dei giocatori (palloni persi da Adzic e Boga prima del buco di Gatti), non certo per un particolare sviluppo di gioco del Galatasaray.

Anche il nigeriano ha giocato un match sottotono rispetto al suo solito, nonostante fosse l'unico a provare costantemente qualche giocata fuori dall'ordinario. Gatti e Kelly (Koopmeiners poi) hanno disputato una partita più attenta sul top player del Gala, facendo vincere a Osi solo 5 duelli su 13 impostati (7 a terra e 6 aerei). Tuttavia, la forza di Victor si vede nelle piccolezze e nella discontinuità della partita. È bastato un attimo di disattenzione di Gatti e Osimhen non ci ha pensato 2 volte a punire Perin sotto le gambe. Le parole al miele su un possibile trasferimento bianconero con le grandi prestazioni stagionali, aumentano il rimpianto di non aver investito su di lui. Chissà Spalletti in quante punte rivedrà il suo ex 9, senza più trovarlo... stupida sfortuna...

Le mosse di Spalletti in Juventus-Galatasaray

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La Juventus è scesa in campo con un sempre più familiare 4-3-3. Questo modulo ha rimesso in sesto Teun Koopmeiners, ieri nel ruolo di mezzala destra. L'olandese, dopo la grande doppietta dell'andata ha disputato un'altra partita di spessore, senza essere ancora il Teun della Dea ma sempre più sulla strada giusta per tornare sui suoi alti livelli. Prima dell'espulsione Koop ha agito spostandosi molto in campo: avvicinandosi a David o allargandosi sulle fasce per crossare (3 su 4 riusciti), avviando l'azione del rigore. Nel 2T invece ha dovuto ricoprire il ruolo di difensore centrale per sopperire all'assenza di Kelly, sempre con grande attenzione e precisione (viene bucato sul gol di Ylmaz ma la partita era già terminata con la rete di Osimhen) e con l'aggiunta dell'assist di testa per McKennie.

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L'altra mossa particolare (e obbligata) di Luciano Spalletti è proprio l'inserimento di McKennie da terzino sinistro. Con Cabal e Cambiaso espulsi, il tecnico di Certaldo non ha voluto rinunciare ad una difesa a 4, schierando lo statunitense che ha familiarità con qualsiasi ruolo. Una notizia positiva della settimana piemontese sicuramente è il rinnovo di Weston, che con Locatelli e Yıldız forma la colonna vertebrale della Juventus. Il tuttofare juventino ha messo lo zampino anche in questa sfida, col suo 4 gol nella competizione (8 stagionale) e i suoi costanti movimenti corretti.

La carenza offensiva della Juventus

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In Juventus-Galatasaray i bianconeri hanno creato tantissimo (5.20 xG) e se non avessero gettato le speranze troppo presto all'andata, staremmo parlando di un'altra qualificazione. Tuttavia permane un discreto problema nel convertire questo enorme numero di occasioni create. Kenan Yıldız ha giocato una grande partita di sacrificio e qualità. Costantemente raddoppiato e triplicato è sempre riuscito a sgusciare per produrre o un cross o un tiro. Proprio sul secondo punto, il turco è ancora carente come dimostrano i 6 tiri effettuati validi per 0.91 xG, tra cui un clamoroso palo all'80'. Complice una condizione fisica tutt'altro che perfetta, il numero 10 ha ancora tutto il tempo per affinare e migliorare la qualità al tiro.

Yıldız non è l'unico a manifestare limiti in fase di rifinitura e finalizzazione. I gol sono arrivati da giocatori i cui compiti sono esenti dalla fase offensiva. Si va dal rigore di Locatelli (all'ennesima partita di assoluta qualità da leader tecnico-emotivo) al tap-in di Gatti su tiro di Kalulu (!), passando per l'ormai bomber McKennie. Jonathan David sembra essere sempre più un trequartista raffinato e sempre meno una punta di livello. La sua solita buona associazione coi compagni con lo score di ben 0 tiri tentati.

Anche gli altri esterni rimangono estremamente imprecisi e fumosi nell'ultimo terzo di campo. Il tabellino stagione di Conceiçao piange e, nonostante il suo apporto sia sempre utile in qualche caotico modo, l'esosa spesa compiuta per lui in estate sembra sempre più ingiustificata. Così come Zhegrova, pur essendo entrato portando la giusta quantità di imprevedibilità, ha mancato il gol decisivo per i bianconeri. Il kosovaro ha avuto sui piedi la palla del 4-0 su facile invito di McKennie, ma come spesso accaduto quest'anno, non è stato all'altezza dell'opportunità ricevuta.