Arrestato e licenziato, ma il razzista del derby di Manchester si difende: “Avevo solo le mani in tasca”

Arrestato e licenziato, ma il razzista del derby di Manchester si difende: “Avevo solo le mani in tasca”

Un ex soldato tifoso del Manchester City che postava foto sorridenti sui social: lui, Anthony Burke, ha fatto il verso della scimmia a Fred del Manchester United

di Redazione DDD

Arrestato, daspato dal club a vita e licenziato. E’ a tutto campo la punizione riservata al tifoso di 41 anni del Manchester City che sabato 7 dicembre, durante il derby di Premier League contro lo United, ha fatto la scimmia per insultare razzisticamente Fred, giocatore di colore del Manchester United, che stava andando a battere un calcio d’angolo.

Subito dopo il fischio finale il Manchester City, con una nota, ha comunicato che avrebbe collaborato subito con le autorità per rintracciare il colpevole. Forte la reazione anche dei due allenatori: Solskjaer si è augurato che l’uomo “non metta più piede in uno stadio”, Guardiola ha definito l’episodio “inaccettabile”.

Durante la mattinata di domenica 8 dicembre, la polizia ha poi arrestato il responsabile dei buu razzisti che durante il match è stato inquadrato dalle telecamere dello stadio mentre insultava i giocatori e faceva il gesto della scimmia. L’accusa è di comportamenti contrari all’ordine pubblico aggravati dalla matrice razzista.Intanto, in attesa della sentenza, l’uomo è stato licenziato dalla compagnia per cui lavorava. La punizione del licenziamento era stata richiesta su molti profili Twitter inglesi.

Questa mattina, 9 dicembre 2019, il 41enne Anthony Burke,  si è difeso pubblicamente: “Ascoltate, sono solo un f**** razzista perché un fermo immagine mi fa sembrare così – ha scritto su Facebook l’ex soldato (ha servito in Irlanda del Nord con il Cheshire Regiment) sulla sua pagina social – ma io non sono razzista, mi stavo solo mettendo le mani in tasca. Pensate quello che volete, sono tutte c****, io conosco la verità e ho già preso appuntamento per parlare con la polizia”.

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