derbyderbyderby partite storiche Barcellona, remuntada possibile? Il calcio lo insegna
Spagna

Barcellona, remuntada possibile? Il calcio lo insegna

Mattia Celio
Mattia Celio Redattore 
Dalla storica remuntada del 2017 alla finale di Istanbul. E non solo. Il calcio ne ha viste tante di rimonte storiche. Per questo il Barça può ancora sperare
00:17 min

Archiviato l'importante successo contro il Villarreal, il Barcellona si prepara per la sfida di domani sera contro l'Atletico Madrid, valida per il ritorno della semifinale di Copa del Rey. Si riparte dallo 0-4 del Wanda Metropolitano. Un punteggio che teoricamente mette i Colchoneros con un piede e mezzo nella finale della competizione, ma come sappiamo nel calcio può succedere di tutto. La squadra di Hansi Flick domani sera dovrà tentare una vera remuntada.

Barcellona, blaugrana alla ricerca di un'impresa. Ecco perché si può fare: le più grandi remuntadas della storia del calcio

—  

Il Barcellonadomani sera dovrà dare tutto. Ma veramente tutto. La strada verso la finale della Copa del Rey, della quale i blaugrana sono i campioni in carica, passa tutta dal Camp Nou. Nella sfida di ritorno contro l'Atletico Madrid, i catalani sono chiamati a ribaltare lo 0-4 dell'andata. Un'impresa difficile, molto difficile, ma non impossibile. Nel calcio, come si sa, il risultato non è mai scontato. Può succedere di tutto. Questo sport lo ha dimostrato molte volte, ma prima di tutto la squadra deve crederci e il Barcellona, nella sua storia, ha dimostrato di possedere le qualità per ribaltare qualsiasi pronostico.

Barcellona-PSG 6-1 (2017)

—  

Una partita che i tifosi del Barcellona non potranno mai dimenticare. Come domani sera, i blaugrana quella sera contro il PSG dovevano rimontare lo 0-4 del Parco dei Principi. Luis Enrique era stato chiaro il giorno prima della partita: "Se un avversario può farci quattro gol, noi ne facciamo 6". Dopo soli 2 minuti i catalani sono già in vantaggio. Suarez si getta su una palla vagante nell'area piccola e di testa supera in pallonetto Trapp, uscito con troppa fretta e poca convinzione. Poco prima dell'intervallo, un autorete di Kurzawa riapre il discorso qualificazione.

Nella ripresa, dopo meno di 10 minuti Messi segna su rigore la terza rete. Il Camp Nou ci crede davvero. Al 62' Cavani gela lo stadio segnando la rete del 3-1 e riportando così la qualificazione verso Parigi. In quel momento, quando ormai tutto sembrava perduto per i catalani, entra in scena Neymar. Il brasiliana in meno di 5 minuti segna una doppietta e, all'ultima azione della partita, mette al centro una palla che Sergi Roberto spedisce in rete. La rimonta è completata. Nessuno crede a quello che è appena successo. Nessuno prima era stato capace di recuperare 4 reti di svantaggi... fino a quel giorno.

Liverpool-Milan 3-3 (2005)

—  

In una Champions League nessuna partita è più importante come la finale. E quella del 2005, giocata ad Istanbul, è semplicemente una delle più iconiche della storia della competizione. Liverpool e Milan arrivano a giocarsi il trofeo in uno stadio infuocato. Pronti via e... GOL. L'inizio del Milan a Istanbul fu un sogno con il vantaggio di Paolo Maldini dopo un minuto. Poi una fulminante doppietta di Hernan Crespo poco prima dell'intervallo portò i rossoneri in vantaggio di tre gol al duplice fischio.

Nella ripresa il Liverpool compie l'impossibile in appena sei minuti. Prima accorcia le distanze con le reti di Gerrard, Smicel e poi di Xabi Alonso sul rigore respinto da Dida. Con i Reds esausti per il quarto d'ora giocato ad altissimo livello e il Milan mentalmente scoraggiato, la partita si chiuse 3-3 al 90'. Ai supplementari i rossoneri ebbero la più grande occasione a pochi minuti dal fischio finale. Shevchenko colpì di testa su cross di Serginho, ma Dudek respinse il tiro. L'ucraino si avventò nuovamente sul pallone e calciò a un metro dalla linea di porta, con il portiere ancora disteso a terra. Incredibilmente l'estremo difensore dei Reds rialzò le mani e respinse nuovamente il tiro "a botta sicura"

Con ancora il risultato in parità furono necessari i rigori. Qui Dudek si prese la scena respingendo i rigori di Pirlo e quello decisivo a Shevchenko consentendo al Liverpool di vincere la quinta Champions League della sua storia. Quella più iconica di tutte.

Germania-Ungheria 3-2 (1954)

—  

La finale di Coppa del Mondo del 1954 in Germania è stata soprannominata il "Miracolo di Berna", non solo perché i tedeschi erano così sfavoriti con l'Ungheria, ma anche per il modo in cui ottennero la vittoria. Tutto sembrava mettersi bene per i "Mighty Magyars". Ben presto furono in vantaggio per 2-0 grazie ai gol di Ferenc Puskas e Zoltan Czibor, ma la Germania aveva di Sepp Herberger aveva altri piani.

Soltanto 10 minuti dopo il secondo gol dell'Ungheria, i tedeschi riuscirono a pareggiare imponendo il risultato di 2-2. Il finale fu incredibile, Rahn segnò il gol vittoria per i tedeschi a 6 minuti dalla fine e Puskas a 2' dal termine pareggiò per gli ungheresi, prima di vedersi annullare la rete per un inesistente fuorigioco. Alla fine la Germania vinse la sua prima Coppa del Mondo in una delle finale più iconiche della storia. Iconiche ma anche polemiche. Molto polemiche.

Angola-Mali 4-4 (2010)

—  

La Coppa d'Africa 2010 è stata un grande momento per i padroni di casa dell'Angola, un paese che ha vissuto un recente passato traumatico. Le aspettative erano alle stelle per la gara d'apertura del torneo e furono confermate quando l'attaccante angolano Flavio segnò una doppietta per chiudere il primo tempo sul 2-0.

45.000 tifosi considerarono la partita chiusa quando i padroni di casa segnarono altre due reti per portare il risultato sul 4-0. Il Mali invece no. A dieci dal termine Seydou Keita accorciò le distanze, poi il secondo fu di Kanoute e il terzo ancora dell'ex centrocampista del Barcellona. Al 94' la rimonta la completò Yatabare in uno dei comeback più clamorosi della storia delle nazionali.

Newcastle-Arsenal 4-4 (2011)

—  

Arsen Wenger ha assistito a molti drammi nella lunga guida all'Arsenal, ma mai a qualcosa di così straordinario. Un fantastico primo tempo portò i Gunners in vantaggio di 4 gol a St. James' Park grazie alle reti di Theo Walcott e Joahn Djourou e alla doppietta di Robin Van Persie. La gara sembrava ovviamente chiusa ma l'espulsione di Diaby a inizio secondo tempo riaccese le speranze dei Magpies.

J. Barton aprì la rimonta su rigore, poi Best accorciò ancora sul 4-2 a due prima della terza rete del Newcastle ancora dal dischetto con Barton. Il 4-4 arrivò cinque minuti più tardi con un bolide al volo di Tioté dai 30 metri che regalò alla storia del Newcastle una delle gare più belle di sempre.