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IL VAR E LE ISTRUZIONI DATE AL VAR...

CAPU…T DERBY – Arbitri, di chi è la colpa

Rigori non visti, Var silenti e polemiche continue: la stagione da cancellare della nostra classe arbitrale che ha spento la tecnologia

Redazione DDD

di Giovanni Capuano -

L'Inter domina e si avvia a vincere un campionato nella quale è nettamente la migliore. Ed è una fortuna che il tema arbitrale non stia inquinando la volata scudetto, tale è stata la superiorità della squadra di Conte da metà novembre in poi (19 vittorie su 22 partite e una sola sconfitta, i conti fateli voi). Le consolazioni si fermano qui, però. Perché appena si scende di un piano e si arriva alla corsa Champions League, che vale anche di più in termini di soldi e progetti futuri, lo scenario cambia.

 La rubrica di Giovanni Capuano

La sfida tra Juventus e Napoli è solo l'ultima stazione della via crucis del calcio italiano. Impossibile non vedere i rigori negati a Chiesa e Zielinski e se si può concedere qualche (poche) attenuanti all'arbitro di campo è del tutto inconcepibile che il Var sia rimasto silente. Come era già accaduto in troppe altre occasioni in questi mesi, tra penalty cancellati e cartellini rossi risparmiati. Intere partite condizionate, stravolte nel loro significato tecnico e sportivo perché si possono perdere ore a fare dibattiti tattici ma il calcio resta uno sport a punteggio basso, estremamente legato all'episodio. E il Var è nato per questo: non per eliminare ogni errore e replicare la moviola in campo, ma per concedere agli arbitri una seconda chance di avere più informazione per prendere decisioni vitali.

Quest'anno in Serie A il Var è stato spento anche oltre le rigidità del protocollo. Certamente oltre le intenzioni del legislatore, cioè di chi il protocollo ha scritto. E' stato spento per indicazione dell'allenatore degli arbitri che si chiama Nicola Rizzoli e che dovrebbe tirare una riga e fare il bilancio di questa stagione della sua squadra, esattamente come fa un qualsiasi allenatore messo davanti all'evidenza del ripetersi di errori ed omissioni dei suoi uomini. Se il Var di Torino non interviene mai, è difficile immaginare che sia cieco e impossibile accusarlo di malafede: semplicemente risponde a un'istruzione data. Di cui il responsabile si deve fare carico. Alla fine della volata Champions League mancano 9 giornate e 810 minuti di calcio: è troppo chiedere che non siano falsati?

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