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JUVENTUS-SASSUOLO 1-2

CAPU…T DERBY – E’ nata la ScansJuve

TURIN, ITALY - OCTOBER 27: Paulo Dybala of Juventus looks dejected after Maxime Lopez of US Sassuolo (not pictured) scored their teams second goal during the Serie A match between Juventus and US Sassuolo at Juventus Stadium on October 27, 2021 in Turin, Italy. (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

La crisi della Juve è colpa di Allegri o di chi (non) ha lavorato per lui?

Redazione DDD

di Giovanni Capuano -

La rovinosa caduta contro il Sassuolo esprime due sentenze per la Juventus: la prima è che il sogno di tornare a vincere lo scudetto è rimandato alla prossima stagione, la seconda è che la squadra affidata a Massimiliano Allegri è modesta. Costosa, considerato che si tratta ancora del primo monte ingaggi della Serie A, ma con valori tecnici e morali non di primissimo livello, quasi disabituata a ragionare da grande che deve lottare per grandi traguardi.

 La rubrica di Giovanni Capuano

La partenza di Ronaldo è stato un passo necessario. E' possibile che il portoghese abbia coperto le lacune negli anni di Sarri e Pirlo con i suoi gol, come non è da escludere che la sua presenza abbia inaridito il gioco e la forza del gruppo fino a renderlo un progetto da ricostruire dalle fondamenta. Essere tornati ad Allegri e al suo calcio minimalista e lineare rappresentava una presa di coscienza della situazione, quasi un'ammissione del problema generale. Questi primi mesi di campionato testimoniano che la situazione è ancora più grave del previsto e che il gruppo de-ronaldizzato (ma ancora senza leader alternativi) fatica enormemente a rispondere alle sollecitazioni.

E qui arriva il tema centrale della discussione odierna: quanto è colpa di Allegri? Certamente qualche responsabilità c'è perché, pur nelle difficoltà, la Juventus non può accontentarsi del pochissimo visto fin qui. Però gli errori stanno a monte di Allegri e, forse, anche di Cherubini. Troppi giocatori sono arrivati senza essere da Juve e per il terzo anno di fila è mancato l'acquisto della pedina che serviva all'allenatore di turno per far funzionare il meccanismo. La povertà tecnica del centrocampo è sotto gli occhi di tutti, servirebbe un regista che non c'è come non c'era per Sarri l'uomo da 120 palloni toccati a partita. Ci sono troppi esterni destri, un paio di calciatori in cerca di un ruolo e qualche equivoco tattico di troppo.

C'è la generale sensazione che i prossimi mesi rappresenteranno una salita lenta e doloroso cercando almeno di agguantare il quarto posto che vale la Champions League. Stare fuori sarebbe una catastrofe per i conti del club, già provati. A maggio è stato Faraoni a dare una mano ad Agnelli, fermando la corsa del Napoli. Questa volta la Juventus deve fare da sola, la crisi è profonda e le responsabilità sono equamente distribuite.

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