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VELENI UN PO' PER TUTTI...

CAPU…T DERBY – L’alibi dei vincenti

CAPU…T DERBY – L’alibi dei vincenti

Anche l'ultimo big match della Serie A lascia in eredità polemiche arbitrali, ma il conto alla fine della stagione...

Redazione DDD

di Giovanni Capuano -

Il campionato si è lasciato alle spalle anche l'ultimo big match di questa stagione strana, la prima con il calendario asimmetrico che piace in termini assoluti ma che andrà in parte aiutato ad evitare il suicidio di un ritorno con tutto il meglio concentrato nel cuore dell'inverno. Come tradizione anche Juventus-Inter ha lasciato il suo strascico di polemiche arbitrali. Non a torto visto che, al netto delle ricostruzioni sull'esistenza o meno di una chiara e definitiva immagine, ai bianconeri è mancato un rigore che avrebbe spostato il risultato mentre quello per l'Inter, con la sua realizzazione in due tempi, sembra disegnato apposta per alimentare il dibattito nell'era dei social.

 La rubrica di Giovanni Capuano

Se ci guardiamo alle spalle, i veleni non hanno risparmiato quasi nessuna delle partite tra le squadre in corsa per lo scudetto, tra spallate in mezzo al campo, fuorigioco geografici con calciatori a terra, gambe intrecciate pericolosamente in mezzo a quelle dell'avversario, spinte, fallettini e via dicendo. Tutti hanno qualcosa di cui lamentarsi e questo è il punto da cui partire e al quale arrivare del ragionamento: mai come quest'anno l'arbitro, il Var e le sue chiamate sono una pallottola spuntata nella polemica eterna sulla legittimità della vittoria. Chi si prende lo scudetto? Al momento non è dato sapere, si va solo per esclusione.

Di sicuro c'è che, chiunque vestirà tricolore a fine stagione, avrà qualcosa di cui lamentarsi e qualcosa da cui difendersi. Non tutti gli errori, o presunti tali, sono uguali. Non tutti hanno lo stesso peso e la stessa origine e molto andrà sistemato nei prossimi mesi da Rocchi e dai vertici arbitrali. Però non sarebbe male seguire l'esempio di chi ha scelto il profilo molto basso sulla questione, parlando il meno possibile e pensando solo al campo e al lavoro quotidiano. Penso al Milan di Maldini o ad Allegri dopo il derby d'Italia. Altri hanno percorso strade diverse ed è un peccato: in fondo l'arbitro, in questo campionato, sarà l'alibi dei vincenti.

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