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9 INTER, 8 MILAN, 4 JUVE

CAPU…T DERBY – Promossi e bocciati: le pagelle di metà campionato

COMO, ITALY - FEBRUARY 27:  Chief Executive Officer Sport FC Internazionale Giuseppe Marotta (R) and Sportif Director FC Internazionale Piero Ausilio chat during a FC Internazionale training session at the club's training ground Suning Training Center in memory of Angelo Moratti at Appiano Gentile on February 27, 2019 in Como, Italy.  (Photo by Claudio Villa - Inter/FC Internazionale via Getty Images)

Ecco i voti delle grandi (o presunte tali) della Serie A dopo il giro di boa di una stagione che ha già dato risposte importanti

Redazione DDD

di Giovanni Capuano -

Pagelle di metà stagione per le grandi della Serie A, promossi e bocciati per un campionato che ha dato qualche traccia chiara anche se mancano ancora 19 giornate prima dei verdetti definitivi. Avvertenza per la lettura: si tratta di giudizi soggettivi, dunque per definizione contestabili, e si tratta soprattutto di voti di metà percorso. Importanti, a volte col sospetto che possano essere il preannuncio di una promozione o bocciatura finale, ma pur sempre soggetti a revisione. Si parte dall’alto della classifica: Promozione piena per l’Inter (voto 9) che corre spedita in vetta e ha fatto dimenticare un autunno con qualche punto di troppo lasciato per strada. Marotta e Ausilio gli artefici, hanno costruito una squadra che riesce a non rimpiangere le partenze eccellenti. Era scontato? No. Per questo il voto è altissimo e fotografa anche la qualità di gioco a tratti superiore a quella dell’Inter di Conte; anche solo immaginarlo sembrava una bestemmia, adesso è realtà.

 La rubrica di Giovanni Capuano

Anche il Milan (voto 8) merita un riconoscimento per il suo girone d’andata. E’ vero che la seconda parte è stata meno scintillante della prima, ma Pioli ha qualche giustificazione da spendere e in ogni caso sta tenendo lì i rossoneri ormai da quasi due anni. Non era scontato nemmeno questo e il rinnovo è stato il premio per il lavoro svolto. E’ da scudetto? Più no che sì, almeno questa è l’indicazione dei primi quattro mesi di campionato, ma se la buona sorte desse una mano a Pioli e la coppia Ibrahimovic/Giroud infilasse una primavera ruggente…Sotto il Napoli (7) che ha compromesso alla fine un avvio strepitoso. Anche Spalletti può avanzare l’alibi degli infortuni, tanti e di qualità, ma alcuni passaggi a vuoto testimoniano che i partenopei hanno viaggiato a lungo sopra i propri limiti e il terzo posto al giro di boa rischia di essere la fotografia del massimo che può dare un gruppo destinato anche a gennaio a soffrire assenze importanti.

Merita di più l’Atalanta di Gasperini: voto 7,5. La striscia di 6 vittorie di fila tra novembre e gennaio aveva alzato la pagella portandola a livello Milan, poi è arrivata la frenata che ha sporcato le statistiche senza, però, cancellare le potenzialità dei bergamaschi. Sono da scudetto? Più sì che no, anche se a leggere oggi la classifica non si direbbe. Attenzione, però, perché storicamente il ritorno di Gasperini è meglio dell’andata e ci sono tanti giocatori che non hanno dato il meglio. Bocciata la Juventus (voto 4). Allegri ha chiuso benino dando l’impressione di aver sistemato alcune cose e, aiutato dal calo delle altre, ha riaperto anche una porta alla corsa Champions League che rimane l’unico obiettivo possibile. Però i bianconeri sono stati troppo discontinui, hanno avuto tanti down e pochissimi picchi di rendimento. La buona notizia per loro è che migliorarsi non sarà impossibile e, se si abbassa la quota per il quarto posto, l’aggancio è possibile. La cattiva è che gli errori di costruzione della squadra restano e mettere una toppa non sarà facile.

Diverso il destino delle romane: sufficiente la Roma di Mourinho (voto 6,5) che ha perso troppo ma si è tenuta in linea di galleggiamento. E’ vero che i Friedkin sono stati tra i pochi a spendere sul mercato, ma la sensazione è che il progetto sia ancora lungo da sviluppare. Male la Lazio (voto 5) e dispiace per Sarri che non ha avuto quello che gli serviva. C’è tempo per rimediare a gennaio e, soprattutto, in estate però va ricordato che la squadra ereditata da Inzaghi era abituata a stare tra le grandi del campionato. Bene la Fiorentina (7) costruita su due scelte azzeccate da Commisso: Italiano in panchina e la conferma di Vlahovic. Sufficienza stiracchiata per il Torino (6-) che deve fare un monumento a Juric. Tra le grandi, o presunte tali, ci mettiamo anche due delusioni cocenti del girone d’andata: Cagliari e Genoa (entrambe voto 3) che non possono girare a metà con 10 e 11 punti. Tutto sbagliato e tutto da rifare. 

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