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I TRAMONTI SENZA IL VIALE DEL TRAMONTO

DDD Story – Checco Moriero, da sciuscià a Ct delle Maldive…..

DDD Story – Checco Moriero, da sciuscià a Ct delle Maldive…..

Carta bianca per l'ex calciatore italiano

Redazione DDD

di Luigi Furini -

Sciuscià, ovvero lustrascarpe. Da giocatore faceva il lustrascarpe. Quando un compagno segnava un gol di buona fattura, lui lo avvicinava e, in ginocchio, faceva finta di lucidargli le scarpe. Ha fatto una discreta carriera. Adesso è il CT delle Maldive, un paradiso, dicono, ma non certo l’elité del calcio. Francesco Moriero, detto “Chicco”, classe 1969, tira i primi calci nel Lecce, la sua città. Poi passa al Cagliari, alla Roma, all’Inter e al Napoli. In nerazzurro trova Ronaldo “il Fenomeno”. Moriero fa l’ala destra (molti lo paragonano a Bruno Conti e Franco Causio), corre come un matto e mette la palla al centro. Ronaldo non sbaglia spesso e la mette in porta. E Chicco corre ad abbracciare il compagno, si mette in ginocchio e fa il gesto di lustrare le scarpe. Ridono tutti. Sciuscià viene dal napoletano. E’ la deformazione del termine inglese “shoeshine”. Negli anni dell’occupazione americana della città, c’erano i ragazzini più poveri, i famosi “scugnizzi” che vivevano pulendo le scarpe ai soldati. Adesso “sciuscià” è il nome portato da famosi ristoranti, in Italia e negli Usa, ma l’origine è tristemente quella e l’ha raccontata benissimo Vittorio De Sica in un film del 1946.

 Mandatory Credit: Shaun Botterill /Allsport

Mandatory Credit: Shaun Botterill /Allsport

Moriero, va detto, se l’è sempre cavata, più da giocatore che da allenatore. Arriva anche a giocare i Mondiali 1998, ancora qualche partita e poi smette. La prima panchina è in Costa d’Avorio, poi Lanciano, Crotone, Frosinone, Grosseto (tre volte), Lugano, Catanzaro, Catania, Sambenedettese, Cavese e Tirana, dove il suo vice è Fabrizio Miccoli (ex Juve), suo conterraneo. E adesso? Il paradiso. Sono chiamate così le isole delle Maldive dai tour operator, nell’oceano Indiano, a quindici ore di volo dall’Italia. La capitale è Malé, gli abitanti in tutto sono 344 mila, ma sparsi in 1.192 isolotti sulla barriera corallina. Moriero si sposta, per forza in aereo, da un campetto all’altro. Cerca talenti, ma è dura. La Nazionale subisce sconfitte clamorose (anche un 17-0 dall’Iran, ma ultimamente ha pareggiato 4-4 contro lo Sri Lanka). I giocatori non sono professionisti. Sono impiegati, commessi. Checco li convoca tutti i giorni alle 18,30, una volta finito il lavoro e recitate le preghiere (la religione è musulmana). “Sto lavorando sulla corsa – dice – poi passeremo alla tattica”. Gli allenamenti sono lunghi, fino a sera inoltrata, anche perché Moriero non sa l’inglese e quindi servono due traduttori, per arrivare al maldiviano, la lingua locale. “Qui mi sento a casa – ripete – perché dove mi giro c’è il mare”. Più difficile abituarsi alla cucina. “Il Theluli mas è una frittura di tonno, qualche volta si può mangiare. Da evitare assolutamente il Chichandaa satani, a base di pelle di serpente”.

Il campionato si gioca da agosto a novembre, in Premier League (lo chiamano così) ci sono otto squadre. Poi, da dicembre a luglio, Moriero ha tempo per preparare gli schemi, giocare amichevoli. Si imbarca la Nazionale su un aereo e si vola (le distanze sono enormi) da un atollo all’altro, su campetti ricavati sulla spiaggia. La Federcalcio locale gli ha dato carta bianca. Riuscire a pareggiare è già un bel risultato. La Nazionale occupa il 158esimo posto nella graduatoria della Fifa e la nostra Champions League, per loro è la Coppa dell’Asia Meridionale. “Ma io sono un uomo del Sud, e qui mi sento a casa. Faccio lunghe passeggiate sulla spiaggia, nuoto in acque limpide, ci sono tramonti che ti fanno passare le ansie e i cattivi pensieri”. Poi, a cena, basta evitare il Chichandaa satani.

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