L’EDITORIALE DI MAURO SUMA – Gli arbitri sono tornati, ma non sbagliano solo loro: il dpcVar di Rizzoli…

Gli arbitri e l’uso del Var: tra criteri e protocolli, senza dimenticare gli errori umani sempre possibili.

di Redazione DDD

Un’onda che viene e che va. Ci sono partite in cui, per un errore non clamoroso, si passano 3 minuti al Var e altre, in cui di fronte a episodi “macro”, la tecnologia viene ignorata. Inter-Parma e Torino-Lazio non possono essere partite dello stesso campionato. Su una procedura così delicata e così decisiva non si può recitare a soggetto come nella commedia dell’arte. Che gli arbitri non debbano essere telecomandati dalla Sala Var come accadeva il primo anno dell’introduzione della tecnologia, è legittimo. Ma va trovata la tonalità di grigio. Sul tema Var, non può essere tutto bianco o tutto nero. Non va nemmeno bene che il Var sia considerato, come accade quest’anno, un orpello da tenere in sgabuzzino anche di fronte all’evidenza, come è accaduto nelle ultime 2 partite di campionato a San Siro, sia in Milan-Roma che in Inter-Parma, con i tifosi rossoneri che protestano anche per gli episodi di Udine. In generale: abbiamo voluto il Var e ce n’era fin troppo. Siamo tornati comprensibilmente a restituire quote di sovranità all’arbitro e anche questo ci sta. Tocca ora ai vertici arbitrali indicare con precisione, dando un segnale a tutto il campionato: quando, come e perchè si deve andare al Var e quando no. Riflessione centrale, perchè il Var non va certo abolito o depotenziato per gli episodi millimetrici e sfortunati di Morata.

L’arbitro Marco Piccinini in Inter-Parma (Photo by Claudio Villa – Inter/Inter via Getty Images)

In serata è poi toccato a Rizzoli parlare alla nazione calcistica. Non per illustrare un dpcm, ma una sorta di dpcvar. Al Club di Sky, il designatore è stato introdotto da un tema preciso: consultare il Var non può essere un terno al lotto, una roulette o qualcosa di simile. La comunicazione di Rizzoli è stata precisa: gli arbitri sono disponibili al dialogo con le società e i giocatori, il regolamento è cambiato moltissimo, quando si sbaglia e ultimamente è accaduto bisogna metterci la faccia. Poi il tema nodale, la tempistica e la modalità della consultazione del Var. Dice Rizzoli che il Var deve ricercare le situazioni oggettive, esattamente come nel caso Balogh-Perisic o in altri casi. Come già accaduto per Milan-Roma, anche per Inter-Parma il designatore derubrica il mancato intervento del Var ad un errore, non ad una scelta strategica, regolamentare o politica. Secondo Rizzoli l’arbitro non si considera infallibile e ammette di poter essere emendabile. Quindi, in certi casi, non è il Var che si fa da parte o che viene tenuto da parte, ma è il Var che non riesce a mettere a fuoco bene la situazione in maniera oggettiva per poter richiamare l’arbitro. Se il Var, in soldoni, propone l’On field review, l’arbitro deve sempre andare a consultare le immagini. Intervento chiaro e coerente quello di Nicola Rizzoli, adesso agli arbitri di campo e ai Var non resta che metterlo in pratica con il massimo dell’attenzione.

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