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E' GIA' DERBY

L’EDITORIALE DI MAURO SUMA – Il derby senza Theo Hernandez

ROME, ITALY - OCTOBER 31: Theo Hernandez of AC Milan is shown a red card by Referee, Fabio Maresca during the Serie A match between AS Roma and AC Milan at Stadio Olimpico on October 31, 2021 in Rome, Italy. (Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

Cinque ammoniti e un espulso, la contabilità rossonera all'Olimpico. Tutta incentrata sui rigori invece quella romanista.

Redazione DDD

di Mauro Suma -

Le partite che vengono cambiate dagli arbitri, lasciano sempre l'amaro in bocca. A chi la sua partita la stava meritando indiscutibilmente, a chi si avvelena il post-partita strepitando ed estremizzando, agli osservatori neutrali, agli opinionisti e agli appassionati di calcio (ce ne sarà qualcuno in questo Paese...) che vengono soppiantati e detronizzati dai moviolisti. E Roma-Milan è cambiata, come spesso cambiano le partite di Maresca, designazione che in sede pre-gara non era piaciuta ad entrambi i fronti "ambientali". Ma su tutta la sarabanda di episodi su cui è già nata la produzione di frame e l'aggiunta di carichi da novanta, pesa una e una sola domanda: perché  non è stato fermato il gioco per il fallo su Krunic?

 (Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

Il Milan stava dominando, eppure forse Maresca stava ancora rimuginando sul rigore concesso a Ibrahimovic. Così sul fallo di Felix su Krunic lascia correre e Theo Hernandez viene espulso, l'unico vero episodio che cambia la partita e la trasforma da partita di calcio con una trama chiara e definita a partita di episodi rivendicati e smozzicati. A proposito, salterà il derby di Milano il Theo e in quel momento e su quell'episodio il Milan si stava giocando due partite: il rischio di perdere una vittoria strameritata a Roma e di compromettere la gara successiva con l'Inter. Moviole tv e moviole di carta stampata, a parte la solita curva giornalistica romana, hanno pochi dubbi: fallo su Krunic e punizione per il Milan che sarebbe rimasto in undici e avrebbe continuato a controllare la partita come ha fatto per 66 minuti, non solo per un tempo come digrignando i denti qualcuno ha tentato di dire nel post-partita.

Sul resto: il rigore su Ibra poteva essere dato e non dato. Visti i "rimorsi" che ha avuto Maresca riempiendo di gialli e di un rosso il Milan, sarebbe stato meglio non darlo. La partita avrebbe continuato ad essere se stessa e sarebbe stato molto ma molto meglio per tutti. Rigore di Bakayoko su Felix? Idem come sopra, se hai dato il rigore su Ibra potevi darlo ma se non hai fermato il gioco su Krunic ci sta che lasci andare. Rigore di Kjaer su Pellegrini? Il danese va sulla palla e la prende, tocca Pellegrini come Dumfries a San Siro e come D'Ambrosio a Empoli. Il primo di questi tre rigorini è stato dato, gli altri due no. Ma in undici contro dieci per gentile concessione, all'Olimpico ormai si protestava per ogni battito di ciglia. E' persino anomalo che nel dossier non sia stato inserito "anche" il rigore di Ballo-Tourè: pancia piena e braccio attaccato al corpo, ma in fondo ebbene sì poteva e doveva essere dato anche quello...In questa torcida di accuse, al Milan resta anche il merito di non aver perso mai la testa. Partita pulita, niente isterie in campo, niente insulti razzisti e solo esultanze sugli spalti. E niente falli di frustrazione, come quello da rosso su Tonali negli ultimi secondi di gara. Ma, contrariamente a Theo Hernandez, per sua fortuna Veretout la prossima partita potrà tranquillamente giocarla.

Male cambiare le partite. Al Milan era già successo a gennaio contro il Torino: rossoneri sul 2-0, riflessioni continue sul rigore dato al Milan e alla fine gli ammoniti milanisti sono 6 compreso Leao per una simulazione inesistente a centrocampo. Non male nemmeno ad aprile, a Parma: il Milan stava dominando gli emiliani in piena zona retrocessione ma per un battibecco con Ibra viene cacciato il totem rossonero e la partita torna in discussione. Risultato finale: quattro ammoniti rossoneri e un espulso. Arbitro in entrambi i casi Maresca, ma Mourinho era al Tottenham all'epoca e questi dati non poteva saperli.

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