ORDINE DEL…GIORNO – Fare il supplente al posto di Spalletti “porta bene”: dopo Pioli, tocca a Cesare Prandelli

Analisi e approfondimenti

di Redazione DDD

di Franco Ordine –

Chiamatelo pure supplente. In qualche caso è più in gamba del titolare di cattedra. Se cercate in giro una conferma basta guardare a casa Milan e ricordare l’etichetta affibbiata a Stefano Pioli quando arrivò a Milanello dopo il no di Luciano Spalletti rimasto a libro paga Inter per fare un dispetto al cinese, come lui chiama, affettuosamente, la famiglia Zhang.

Cesare Prandelli (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

Chiamatelo supplente perché Cesare Prandelli non è il tipo da mettere il muso per così poco. Da troppo tempo è fermo sul divano di casa sua, nel pieno centro di Firenze, e perciò ha una voglia matta di tornare a sentire il profumo dell’erba tagliata. E di farlo poi a Firenze che è diventata la sua seconda patria visto che ha messo le radici in quella città dove ha ricostruito anche affetti famigliari in seguito alla morte della moglie Manuela. È complicato avventurarsi ora in qualche pronostico sul suo futuro lavoro a dispetto dei giudizi impietosi del web. Di sicuro il suo ritorno nel calcio è di buon auspicio perché si tratta oltre che di un professionista collaudato anche di una persona per bene. Proprio come Pioli. E ne abbiamo un gran bisogno in questo calcio avvelenato da troppi furbetti.

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