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DAL RITIRO ALLA CENA

ORDINE DEL…GIORNO – Quel rapporto, viziato, fra De Laurentiis e i suoi allenatori…

BENEVENTO, ITALY - OCTOBER 25: Aurelio De Laurentiis SSC Napoli President before the Serie A match between Benevento Calcio and SSC Napoli at Stadio Ciro Vigorito on October 25, 2020 in Benevento, Italy. (Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

Zamparini aveva lo spirito innocente del tifoso, ADL invece...

Redazione DDD

di Franco Ordine -

Nel calcio, come nella vita, le esperienze dovrebbero indicare la strada maestra. Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli virtuoso che non affonda nei debiti, anzi è un convinto assertore del “calcio sostenibile”, ha un rapporto “viziato” con gli allenatori. Quando è capace di lasciarli lavorare, con continuità, può raccogliere risultati che ancora si lasciano raccontare con nostalgia: esempio classico il Napoli di Sarri.

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Quando invece interviene con la scure dell’esonero, dopo averne segnalato le doti gigantesche durante la presentazione, come avvenuto puntualmente con Ancelotti prima e Gattuso poi, finisce col provocare crepe evidenti dentro lo spogliatoio e corto circuito al rapporto società-calciatori. L’ultima uscita, al ritorno dalla sconfitta dolorosa di Empoli, è molto didascalica. Prima Adl ha proclamato “tutti in ritiro”, poi aggiunto “l’accordo di Spalletti”, quindi trasformato il provvedimento punitivo in “cena di gruppo obbligatoria”. Così non si costruisce nulla di positivo. È vero: Adl non è l’unico mangia-allenatori del nostro calcio. Lo era anche Zamparini, scomparso da qualche tempo che si comportava tradendo lo spirito e l’istinto innocente del tifoso.

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