IL DERBY DELLA SETTIMANA – Serie A vs Governo: niente ristori per il calcio che conta

Respinta la richiesta d’indennizzo della Serie A: il Governo nega i 600 milioni richiesti dalla Lega Calcio nei giorni scorsi

di Consuelo Motta, @Consuelo_Motta

Un duro colpo per la Serie A. Il nuovo DPCM, varato lo scorso 4 novembre dal Governo, non prevede ristori per il massimo campionato: respinta quindi la richiesta di 600 milioni avanzata dalla Lega Calcio nei giorni scorsi. L’incubo della pandemia si è ripresentato, forte e invasivo come previsto, ma poco è stato fatto per organizzare una ripresa sicura del calcio professionistico nazionale, soprattutto a livello economico. Lo riporta MF-Milano Finanza: erano stati richiesti 600 milioni di euro per aiutare la Serie A, e rifocillare le società a seguito delle gravi perdite economiche derivanti dalle sempre più stringenti misure sanitarie causate dal Covid-19, ma l’Esecutivo, per il momento, non ha nessuna intenzione di concedere aiuti al calcio.

“Il calcio non è solo star, campioni, ingaggi milionari, ma un movimento che coinvolge 300 mila lavoratori complessivi. La demagogia, il populismo e la superficialità di giudizi vanno messi da parte”, aveva spiegato il presidente della Lega Serie A, Paolo Dal Pino, al Corriere della Sera la settimana scorsa. “Questa industria registra un fatturato di 4,7 miliardi, di cui 3 prodotti dalla serie A. Versa contributi fiscali di 1,2 miliardi, è la locomotiva di tutto lo sport italiano e ha un ruolo sociale rilevante”.

Le sue parole però non hanno convinto il Governo che non ha preso in considerazione la richiesta ma anzi, ha anche negato la possibilità di rimandare il versamento dell’Irpef sugli ingaggi dei giocatori.

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